DIEGO CROTTI
PHOTOGRAPHY
Vai ai contenuti
NEWS ESERCITO ITALIANO
DIEGO CROTTI RINGRAZIA L'UFFICIO STAMPA ESERCITO ITALIANO
11/2018 Conclusa la seconda sessione di integrazione operativa 2018
Si è conclusa presso il poligono di Monte Romano la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO) 2018 condotta da unità dell'Esercito, nell'ambito della campagna di sperimentazione del progetto congiunto Difesa-Industria, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability).
La Signora Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha verificato sul campo l’impiego di nuove tecnologie applicate a nuovi mezzi e sistemi di comunicazione che consentiranno di rendere le operazioni militari più integrate, sicure, protette ed efficaci. Un contributo prezioso grazie al quale, ha sottolineato il Ministro, “l’Italia potrà confermare quel livello di prestigio e visibilità internazionale che è riuscita a ritagliarsi dimostrando di essere all’altezza delle aspettative e di sapersi adattare ai nuovi scenari di riferimento sempre più incerti”.
Lo scopo dell'esercitazione è stato quello di implementare le capacità di operare in modo interamente digitalizzato e interforze, utilizzando i sistemi di comando e controllo, i mezzi tattici nonché gli equipaggiamenti individuali. In particolare dallo sviluppo del già noto Soldato Futuro sono stati prodotti esemplari di prototipi operativi del sistema individuale al combattimento, che consiste nella realizzazione di un "sistema soldato", basato sulla sinergia uomo-dotazione, idoneo ad assolvere i compiti all’altezza dei profondi mutamenti intervenuti nello scenario internazionale, nell’ottica di un contesto duale d’impiego.
La sua integrazione nel sistema automatizzato di comando e controllo permette il completo inserimento delle unità, fino ai minimi livelli, nel processo di digitalizzazione dei nuovi scenari operativi. Sono stati, inoltre, impiegati apparati che consentono di inviare in tempo reale i dati per la raccolta delle informazioni, la ricognizione con mini droni per l’intervento da parte delle unità di artiglieria, i quali inseriti in una cornice più ampia di sistemi di simulazione contribuiranno a ridurre in maniera considerevole l’impatto ambientale delle esercitazioni.
Dopo il dispiegamento logistico iniziato a metà ottobre per realizzare il posto comando di brigata e gli impianti campali, l'attività operativa è stata condotta grazie all'impiego di 25 reparti dell’Esercito, a guida Brigata Aosta, con 1200 soldati, 118 veicoli tattici, 96 sistemi d’arma, 27 automezzi speciali, 39 autoveicoli commerciali e l’ultima versione dell’elicottero CH 47 nella configurazione “F”, recentemente acquisito dalla Forza Armata.
La collaborazione tra Esercito e Leonardo, l’azienda globale italiana ad alta tecnologia nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, ha consentito di sperimentare, durante l’esercitazione, sistemi d'arma ed equipaggiamenti ad alto indice tecnologico, mettendo in evidenza il contributo prezioso dell'industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette, tema centrale nello sviluppo di nuove dotazioni. In particolare, sono stati impiegati il moderno sistema anti-drone CUAV (Counter Unmanned Aerial Vehicle) e i nuovi mezzi tattici recentemente acquisiti dall’Esercito, come il Veicolo Tattico Medio Multiruolo (VTMM) “Orso” e il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo 2 (VTLM2).

11/2018 Emergenza maltempo in Liguria, Sicilia e Veneto: l’Esercito in campo
Gli assetti specializzati dell’Esercito, enucleati dai Reggimenti Genio dislocati su tutto il territorio nazionale, sono intervenuti, su richiesta delle prefetture competenti, nelle zone colpite dalla forte ondata di maltempo, che in questi giorni ha messo in ginocchio alcuni comuni del  Veneto, della Sicilia e della Liguria dallo scorso 29 ottobre i primi nuclei hanno fornito supporto alle Istituzioni locali, contribuendo a soccorrere e lenire i disagi delle persone colpite dalle eccezionali piogge e dal forte vento.
In particolare in Cadore stanno intervenendo i militari del 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento, il Reggimento Genio Ferrovieri di Bologna e il 3° Reggimento Genio di Udine con i loro assetti specialistici per concorrere al ripristino della viabilità, pulizia degli alvei dei torrenti, in particolare  nella provincia di Belluno nelle località di Auronzo di Cadore, Falcade, Rocca Pietore, Gosaldo; nell’area di Feltre hanno messo a disposizione una piattaforma elevabile indispensabile per le potature e gli interventi sui fabbricati. I loro assetti di trasporto stanno portando in Veneto materiali per costruire delle opere di contenimento. Sempre nel bellunese presso l’aero campo di Belluno un elicottero da trasporto pesante CH47 dell’Aviazione dell’Esercito insieme a una autogrù del Reggimento Lagunari e in coordinazione con l’ENEL  hanno portato a termine il trasferimento di generatori elettrici nelle aree prive di energia elettrica.
In Liguria, località Portofino,  i Genieri del 32° Reggimento Genio di Fossano (CN) stanno consolidando un sentiero che attraverso il parco dalla piazzetta di centro costiero arriverà a Ruta di Camogli all’interno del parco. L’intervento consentirà il passaggio a mezzi di soccorso che porteranno anche rifornimenti al borgo in caso di mareggiate.
E’ invece dalle prime ore di ieri mattina, 4 novembre, che  la prefettura di Palermo ha chiesto l’intervento dell’Esercito per il ripristino della viabilità delle arterie stradali che permettono di raggiungere i comuni di Bisacquino, Campofiorito, Corleone e Vicari.
Squadre di ripristino viabilità del 4° Reggimento Genio di Palermo, oltre ad assetti specialistici dedicati alle pubbliche calamità  della Brigata Aosta, sono prontamente intervenuti con un veicoli multiruolo e mezzi speciali quali, escavatori, pale gommate e  mezzi a cassone ribaltabile per il carico e smistamento di materiale inerte.
Inoltre, tre nuclei da ricognizione del Genio stanno tuttora percorrendo, in prossimità delle zone colpite dalla perturbazione meteorologica, le principali strade statali e provinciali per appurare la presenza di interruzioni causate da cedimenti del letto stradale o da frane.
L'Esercito con i suoi uomini e le sue donne è in campo al fianco della popolazione e in concorso con le altre istituzioni e corpi dello stato per lavorare  sempre di più e insieme .


10/2018 Libano: 7° alpini cede comando ITALBATT alle Guide
​Presso la base militare di Al Mansouri, nell’area di operazioni a guida italiana nel sud del Libano, si è tenuta la cerimonia per il passaggio di responsabilità del contingente di ITALBATT tra gli alpini del 7° Reggimento di Belluno ed il reggimento Cavalleggeri Guide (19°) di Salerno.
Il Colonnello Antonio Arivella al comando dallo scorso 24 aprile della Task Force di manovra di ITALBATT, unità su base 7° Reggimento Alpini e Gruppo Squadroni Piemonte cavalleria (2°), ha ceduto la responsabilità dell’area di competenza nazionale nella terra dei cedri al parigrado Giacomo Giannattasio, dispiegato in teatro d’operazioni con il Battaglione Cernaia dell’8° Reggimento Bersaglieri.
Dall’aprile scorso i peacekeepers italiani hanno operato nell’area sotto l’egida delle Nazioni Unite e nel rispetto della risoluzione 1701 del 2006. Le circa 9000 attività operative svolte nel corso dei sei mesi di mandato, sono l’indicatore dell’intenso impegno che ha visto gli uomini e le donne di ITALBATT lavorare giorno e notte anche in stretta cooperazione con le Forze Armate dell’Esercito libanese (LAF), con un una particolare attenzione mirata al pattugliamento lungo la linea di demarcazione denominata Blue Line.
Parallelamente e con il medesimo concreto approccio, si sono svolte le numerose attività di cooperazione con le istituzioni locali. Donazioni di veicoli per usi diversi, tra cui una ambulanza, nonché di materiale sanitario hanno raggiunto tutte le 19 municipalità esistenti nell’area. Non meno importante il contributo del team medico di ITALBATT, con quasi 1000 pazienti visitati durante le numerose attività di assistenza sanitaria svolte, soprattutto, a favore di anziani e bambini delle comunità più disagiate.
Nel suo discorso di commiato, il Colonnello Antonio Arivella ha ringraziato le tantissime Autorità locali civili e religiose incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi. La collaborazione con esse ha reso possibile la condivisione di una linea di azione comune, mirata ai bisogni della popolazione: “accoglienza, rispetto e solidarietà i sentimenti che hanno accompagnato i rapporti di questo intenso periodo di lavoro”. Un riconoscimento particolare è stato sottolineato per l’eccezionale spirito di collaborazione manifestato dalle LAF e dell’apporto professionale, di altissimo livello, espresso dai caschi blu Serbi, inquadrati nell’unità a guida italiana.
Il Comandante della Joint Task Force Lebanon - Sector West, Generale di Brigata Diodato Abagnara, ha presenziato alla cerimonia e, nell’occasione, ha ringraziato il Colonnello Arivella per gli altissimi risultati conseguiti, affermando che questi “devono essere presi ad esempio e costituire la base di partenza per il raggiungimento di sempre maggiori traguardi, nel rispetto dei dettami del mandato delle Nazioni Unite, a fianco della popolazione locale e congiuntamente con le LAF”.
10/2018 L’Esercito addestra le sue unità aeromobili
Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina, ha assistito presso il Poligono di Capo Teulada a due importanti esercitazioni: la CAEX II 2018 (Complex Aviation Exercise), svolta dai reparti dell'Aviazione dell'Esercito con il supporto di unità terrestri e la "CADAR 18", in cui la Brigata Aeromobile "Friuli" ha completato l'attività d'approntamento per i prossimi impegni internazionali.
Il Generale Farina, accolto dal Comandante del Comando Forze Operative Nord, Generale di Corpo d'Armata Amedeo Sperotto, dal Comandante della Divisione "Friuli", Generale di Divisione Carlo Lamanna e dal Comandante della Brigata Aeromobile "Friuli", ha visitato i Reparti impegnati nella "CADAR 2018", il momento conclusivo di un intenso iter addestrativo che ha impegnato il personale della Brigata e quello ricevuto in concorso, in attività svolte precedentemente sia presso il Centro di Simulazione e Validazione dell'Esercito Italiano di Civitavecchia (Ce.Si.Va.) che presso il Joint Force Training Centre di Bydgoszcz in Polonia.
L'intenso ciclo addestrativo ha visto operare insieme militari appartenenti alla Brigata Aeromobile "Friuli", e alle altre unità specialistiche presenti, sia nella concezione, pianificazione, organizzazione e condotta dei processi operativi che hanno alla base il concetto di Security Force Assistance (SFA) sia nell'esecuzione e supporto delle attività di mantenimento della capacità aeromobile.
Successivamente il Capo di SME, accompagnato dal Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, Generale di Corpo d'Armata Federico Bonato, ha assistito a una attività addestrativa diretta dal Comandante dell'Aviazione dell'Esercito, Generale di Brigata Paolo Riccò, nella zona di Capo Teulada, in Sardegna. L'esercitazione prevedeva lo svolgimento di tre atti tattici a fuoco su tre obiettivi, con l'impiego di tutti gli assetti dell'Aviazione dell'Esercito e di alcune componenti terrestri.
CAEX II 2018 ha interessato di 530 soldati in addestramento, 20 elicotteri e 1 aereo Dornier-228, oltre a diversi sistemi d'arma, e si prefigura come punto di partenza per l'immissione in Teatro Operativo dei nuovi assetti tattici e operativi previsti dalla Forza Armata.
Al termine delle attività, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ha espresso agli uomini e le donne schierati sul campo la piena soddisfazione per come ha visto condurre entrambe le esercitazioni,  sottolineando che la conoscenza delle procedure per l'impiego di assetti così specialistici è fondamentale per operare al meglio sia in Italia, a favore dei nostri cittadini nelle numerose attività duali che la Forza Armata è chiamata a sostenere nel corso dell'anno, sia all'estero, dove, insieme agli alleati e partner internazionali, il nostro Paese ha un ruolo centrale per la stabilità e la pace globale. Ha poi proseguito aggiungendo che, nonostante sistemi d'arma evoluti e procedure ottimali, l'uomo rimane centrale in ogni tipo di operazione militare.
Nelle stesse giornate il Generale Farina ha incontrato il Presidente della Regione Sardegna On. Francesco Pigliaru, il Prefetto e il vice Sindaco di Cagliari, nell'ambito di un rapporto estremamente costruttivo in cui è emersa piena sinergia tra l'Esercito e le autorità locali.

10/2018 76° Anniversario Battaglia El Alamein
Celebrato presso il Centro Addestramento di Paracadutismo, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Salvatore Farina e delle massime autorità civili e militari, il 76° anniversario della Battaglia di El Alamein, una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo eroiche della 2^ Guerra Mondiale nella quale nacque il mito della Folgore.
Quest’anno è stato ricordato altresì l’80° anniversario della fondazione della prima scuola di Paracadutismo Militare nata il 24 Marzo 1938 a Castel Benito, denominata "Campo scuola paracadutisti della Libia", che dette vita poi al Battaglione paracadutisti libico “Fanti dell’Aria”.
Con un rapporto di forze enormemente svantaggioso, i paracadutisti della Folgore si erano apprestati alla difesa lungo un fronte di 15 chilometri e rappresentavano l’ultimo baluardo difensivo, superato il quale il nemico sarebbe dilagato alle spalle dell’Armata italo-tedesca.
Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i paracadutisti risposero con incredibile determinazione ed energia, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. L’inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Salvatore Farina nel corso del suo intervento ha voluto rendere atto ai paracadutisti della Folgore “dell’impegno quotidiano e della capacità di prepararsi “ e, nel ringraziare come Capo di Stato Maggiore,  ha aggiunto “ vi dico lo so io, lo sa l’Esercito, la Difesa e anche l’Italia di poter contare su di Voi”.
Il Comandante della Folgore, Generale di Brigata Rodolfo Sganga, ha evidenziato come la  Folgore sia l’unica unità in grado di proiettare rapidamente grandi volumi di forze con brevissimo preavviso e a grandi distanze dalla madrepatria, in condizioni di rischio in cui altri non sono in grado di operare, per condurre qualsiasi tipologia di missione, rimarcando come ciò richieda il mantenimento di standard di preparazione superiori: “per accedere alla famiglia della Folgore ogni paracadutista deve superare le stesse selezioni e lo stesso iter addestrativo, indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla provenienza geografica e dal grado rivestito... ognuno deve saper fare esattamente ciò che sanno fare gli altri perché la sicurezza dell’uno dipende dall’altro.”
A testimonianza degli eccezionali rapporti e risultati conseguiti dai paracadutisti della Folgore nel corso della recente missione in Libano, (la Brigata Folgore è rientrata in Italia lo scorso Aprile) ospite d’eccezione alla cerimonia è stato il Sindaco della Città di Tiro,  certamente la più importante realtà nell’area di operazione del Sud del Libano della Missione UNIFIL.
Proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri uomini, è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in quasi tutte le missioni internazionali nelle quali sono impegnate le Forze Armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale, quali Strade Sicure, per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.


10/2018 L'Ariete alla "Trident Juncture 2018"
Con il completamento del dispositivo militare schierato e il raggiungimento della piena capacità operativa di tutte le unità partecipanti, è terminata la prima fase delle attività operative condotte dalle forze NATO in Norvegia, in aggiunta all'esercitazione "Trident Juncture 2018", che si configura come la più importante attività addestrativa organizzata dall'Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri.
In particolare, durante questa prima fase denominata "Brilliant Jump II", sono state testate e verificate le capacità di schieramento in teatro operativo delle diverse forze militari che, approntate nei rispettivi paesi, hanno raggiunto l'area d'impiego di esercitazione, condotto tutte le attività di ricezione, preparazione avanzata, trasferimento verso le pianificate zone di attesa, addestramento e integrazione, testando le procedure standardizzate di schieramento ed assunzione dei dispositivi in previsione di un impiego simulato in un ambiente simulato di reale operazione.  
Le Forze Armate Italiane partecipano a questo importante evento internazionale con un dispositivo formato dagli assetti principali dell'Esercito che, con il coordinamento del NRDC (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell'Alleanza.
Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° Brigata corazzata "Ariete" (Comando Brigata, 11° reggimento bersaglieri, del 10° reggimento genio guastatori, reggimento logistico "Ariete", 32° reggimento carri, reparto Comando e Supporti Tattici "Ariete"), con il rinforzo del 187° reggimento paracadutisti, il supporto del 7° reggimento trasmissioni, del 1° reggimento artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.
Al comando del contingente italiano c'è il Generale di Brigata Angelo Michele Ristuccia, Comandante della 132^ Brigata corazzata "Ariete".


10/2018 La Brigata "Aosta" interviene a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione in provincia di Catania
Prosegue da venerdì scorso il lavoro dell'Esercito per ripristinare la viabilità in provincia di Catania. Alle luci dell’alba del 19 ottobre, su richiesta della Prefettura di Catania, l’Esercito Italiano è intervenuto, con i militari del 62° Reggimento Fanteria della Brigata “Aosta” per assistere le popolazioni dei Comuni di Palagonia e Scordia, colpite da un violento nubifragio che si è abbattuto sulla provincia etnea nella notte precedente.
Al plotone in prontezza per le esigenze di pubblica calamità intervenuto allo scoccare dell’esigenza, si sono aggiunti, nelle ore successive, le aliquote specializzate del 4° Reggimento Genio Guastatoridi Palermo. Pattuglie da ricognizione, inoltre, hanno svolto e svolgono tuttora attività di verifica della viabilità nei luoghi interessati all’evento.
I mezzi messi in campo dall’Esercito sono quattro veicoli multiruolo VM90, tre autocarri medi ACM90, unitamente ai mezzi speciali del genio, costituiti da una pala gommata, due mini pale, una terna, un escavatore e un autocarro a cassone ribaltabile per il caricamento, trasporto e scaricamento di materiale inerte. In totale stanno operando 70 uomini, coordinati dalla sala situazione predisposta dal comando della rigata a Messina.
La celerità dell’intervento ha consentito venerdì mattina di trarre in salvo sette automobilisti intrappolati nei loro veicoli nei pressi dell’abitato di Palagonia, sulla strada statale 417 Catania - Gela, trasformata in un fiume di fango. Al persistere delle condizioni metereologiche avverse, i soldati dell’”Aosta”, grazie alle capacità di guida off-road dei propri conduttori, sono riusciti a raggiungere, domenica scorsa, alcune frazioni di Scordia, dove molti cittadini erano rimasti bloccati nelle proprie abitazioni isolate dai fiumi in esondazione, portando loro generi alimentari.
Le unità intervenute, grazie all’elevata connotazione “dual-use”, sono in grado di agire e operare prontamente ed efficacemente a favore della popolazione coinvolta, come già accaduto in analoghe situazioni del recente passato in provincia di Messina, nei comuni di Saponara e Giampileri.


10/2018 TACP/JTAC dell’Esercito in addestramento
​I teams Tactical Air Control party (TACP) e i Joint Terminal Attack Controller (JTAC) delle unità convenzionali e speciali dell’esercito italiano, coordinati dagli istruttori del Comando Artiglieria, hanno concluso con successo un’intensa attività addestrativa di tre settimane svolta in Sardegna.
In tale attività i TACP e i JTAC - assetti devoluti al controllo delle azioni di supporto aereo di aderenza CAS (Close Air Support) a favore delle unità terrestri quando il supporto di fuoco debba risultare risolutivo, tempestivo e chirurgico - hanno condotto attività di pianificazione ed interventi in bianco in ambiente notturno e diurno in stretta collaborazione con i velivoli F35 del 32° stormo di stanza ad Amendola (FG).
Al fine di mantenere un elevato standard addestrativo e professionale, personale ad alta connotazione operativa viene periodicamente esercitato in tali attività sia allo scopo di mantenere le qualifiche acquisite sia come indispensabile requisito per l’impiego nei vari teatri operativi.
L’attività si è ancora una volta confermata come efficace occasione per verificare la corretta applicazione delle procedure interforze e nato, nonché momento ineludibile di familiarizzare sia con i sistemi optoelettronici peculiari per l’acquisizione dei target e l’osservazione dell’area d’intervento sia con quelli trasmissivi digitali ad elevate prestazioni dedicati alle missioni CAS (Digitally Aided Cas - DACAS) per ridurre i rischi di errori nelle comunicazioni (misunderstanding) tra il JTAC ed i velivoli.

10/2018 CAEX II 2018 in Sardegna
Tre gli obbiettivi di questa prima settimana: amalgamare il personale delle differenti unità, acquisire il perfetto automatismo nell’applicazione delle procedure e sviluppare in condotta la capacità di gestire situazioni di crisi mediante delle injection (attivazioni a sorpresa) che, modificando il contesto operativo, prevedono una tempestiva ripianificazione per rispondere in maniera efficace al nuovo scenario. In particolare, si è avuto modo di simulare attività di contrasto per quanto concerne il rifornimento logistico di armi e munizioni di cellule nemiche (dislocate nelle zone di Capalbio e Monteromano), pianificando la missione e impiegando assetti CH-47, A 129, UH-90 e UH-205 A. Due gli atti tattici, diurno e notturno, svolti nella giornata del 16 ottobre che hanno previsto l’impiego di due plotoni di paracadutisti del 186° Reggimento “Folgore” e un plotone di fanteria aeromobile del 66° Reggimento “Trieste”.
Durante l’azione di assalto dei paracadutisti, si è simulato il ferimento di uno dei componenti del plotone e il recupero tramite il team di Evacuazione Medica Avanzata (MEDEVAC) su elicottero UH – 205. Sono stati impiegati inoltre, gli assetti K9 (binomio uomo-cane) e la squadra IEDD per la bonifica di esplosivi e sono state attivate le procedure previste per il Personell Recovery (recupero di personale rimasto isolato).
Il costante impegno addestrativo è dunque il filo conduttore che, fin dai primi giorni, sta caratterizzando questa Esercitazione con lo scopo di rendere sempre più performante le complesse operazioni che ruotano intorno alla realtà dell’Aviazione dell’Esercito. Conclusa questa fase, i reparti in addestramento, raggiungeranno nell’arco del fine settimana la Sardegna per la condotta della parte real life che li vedrà impiegati nella zona di Capo Teulada.


10/2018 Conclusa l'esercitazione multinazionale CBRN presso la base aeronavale di GDYNIA (POL)
Si è appena conclusa la 25^ edizione dell’esercitazione NATO “TOXIC TRIP”, svoltasi presso la 43^ Base Aeronavale in GDYNIA (POL) che ha visto la partecipazione del 7° Reggimento Difesa NBC "Cremona".
Il personale partecipante di 15 paesi dell’Alleanza, per un totale di circa 500 militari, si è addestrato in attività reali di difesa CBRN, principalmente connesse con la condotta di operazioni aeree in uno scenario internazionale, al fine di aumentare la capacità di risposta a minacce non convenzionali.
Nel suo complesso le numerose Nazioni NATO hanno esercitato le seguenti capacità: C2 (Command & Control), Recce (reconnaissance), SIBCRA (Sampling and Identification of Bio, Chem and Rad Agents), aircraft and vehicle decontamination, CCA (contamination control area) e COLPRO (collective protection).
All’edizione 2018 per l’Italia ha preso parte, per la prima volta, un assetto a connotazione Joint composto dagli specializzati dell’unità di difesa CBRN dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare (con personale proveniente dal 3° Stormo di Villafranca e da altri reparti), per un totale di circa 70 unità.
Il 7° reggimento difesa NBC “Cremona” ha schierato in esercitazione una squadra campionamento SIBCRA e due valutatori/osservatori  che ha operato - congiuntamente con personale dell’Aeronautica e delle altre nazioni partecipanti - in scenari appositamente realizzati per l‘esercitazione, simulando attacchi con veicoli e droni a basi aeree, esfiltrazione di piloti potenzialmente contaminati, decontaminazione degli equipaggi di volo e dei materiali trasportati.
Tale partecipazione Joint, già realizzata durante l’esercitazione live agent “Precise Response” nello scorso mese di luglio a SUFFIELD (CAN), conferma l’aumentata consapevolezza CBRN in chiave interforze atta a far fronte ai mutevoli e complessi scenari in cui possono trovarsi ad operare le Forze Armate italiane.
Il 7° Reggimento Difesa NBC è l’unità specialistica dell’Esercito dedicata ai compiti di difesa CBRN che dispone di assetti specialistici per la rivelazione, il campionamento e la decontaminazione. Inoltre, il reggimento è equipaggiato con sistemi complessi quali il veicolo da ricognizione VBR-NBC Plus, i laboratori mobili campali e le stazioni di decontaminazione di grande capacità, in grado di porre in essere ogni attività tecnico tattica nel campo della difesa CBRN a favore delle Forze Armate e, nel suo ruolo dual-use, a supporto dell’organizzazione di Difesa civile nazionale.

10/2018 Addestramento congiunto Sassari e Friuli
La presenza della Brigata Aeromobile "Friuli" a Capo Teulada, impegnata a raggiungere un elevato stato di prontezza per poter intervenire dove vi possano essere esigenze in teatri operativi nazionali o in aree di crisi all'estero, ha costituito un'interessante opportunità per sviluppare attività di cooperazione e integrazione con il 152° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari che, in piena sintonia con il 66° Reggimento Aeromobile "Trieste", ha preso parte ad un'esercitazione nella quale sono stati coinvolti alcuni team di tiratori scelti.
Gli specialisti dei due reggimenti hanno potuto così condividere interessanti esperienze nella pianificazione, nel coordinamento e nella esecuzione di attività che prevedono l'impiego degli "sniper".
L'addestramento congiunto, che è terminato con l'effettuazione di sessioni di tiro con il fucile di precisione SAKO TRG 42 cal. 0.338 ed il fucile di assalto di recente acquisizione Beretta ARX 200,  ha consentito alle due unità impegnate nell'evento addestrativo di perfezionare tattiche, tecniche e procedure ed aumentare l'interoperabilità degli assetti sul terreno.

10/2018 Esercitazione “Batterie Veloci 2018”
Si è conclusa l’esercitazione “Batterie Veloci 2018” che ha visto impegnato il personale delReggimento Artiglieria a Cavallo “Voloire” nella zona compresa tra Vercelli e la baraggia di Candelo Massazza.
Dal 1° ottobre il personale della 1^ batteria si è schierato in varie aree con mezzi, materiali ed equipaggiamenti di artiglieria conducendo un addestramento tecnico-tattico allo scopo di affinare l’impiego del sistema d’arma obice FH/70, simulando di operare in uno scenario conflittuale.
L’esercitazione è stata dedicata alla formazione dell’unità su due differenti aspetti: la capacità dei comandanti ai vari livelli di gestire il fuoco di artiglieria e di lavorare sulle procedure in caso di attivazione migliorando il coordinamento tra le diverse componenti.
L’attività dinamica in “bianco” ha pertanto sviluppato competenze tattiche affinando quelle doti umane indispensabili ai comandanti, ai vari livelli, nel prendere decisioni e a portare a termine la missione assegnata in situazioni critiche, come quelle che si presentano in situazioni militari moderne.
L’addestramento costante e condotto in maniera da garantire la necessaria preparazione tecnico-professionale per affrontare con successo tutte le sfide ed i compiti assegnati alle Unità della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.
Questo intenso ciclo addestrativo delle “Voloire” è finalizzato, altresì, al raggiungimento della completa capacità operativa inserita nel più ampio contesto della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare di cui il Reggimento è l’unico dell’ Artiglieria Terrestre ad essere inserito.
All’attività ha assistito il Comandante della “Pozzuolo del Friuli” Generale di Brigata Giovanni Parmiggiani coadiuvato dal Comandante del Reggimento Colonnello Maurizio Taffuri. La Brigata di Cavalleria è la principale fornitrice degli assetti Esercito della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare per la Difesa.


10/2018 I Carristi celebrano il 91°anniversario
Nei giorni scorsi, presso la caserma “Capone” di Persano, alla presenza del Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, Generale di Brigata Diodato Abagnara, i carristi del 4° Reggimento hanno celebrato l’anniversario della costituzione della specialità.
Nel corso della cerimonia, lo Stendardo del Reggimento, a bordo del carro armato L-3/33, mezzo storico impiegato dal Reggimento nel corso della 2^ Guerra Mondiale, di recente rientrato tra le “fila della Unità”, ha sfilato davanti gli uomini e le donne del reggimento schierato in Piazza d’Armi.
La cerimonia è proseguita con l’allocuzione del Comandante il 4° Reggimento Carri, Colonnello Diego Antonio Giarrizzo, il quale ha ripercorso le vicende storiche e umane della specialità citando alcune gesta eroiche in terra d’Africa durante il Secondo Conflitto Mondiale.
Egli ha altresì sottolineato il quotidiano impegno e dedizione con cui i carristi operano nell’assolvimento del proprio compito accomunati dai valori che hanno contraddistinto le gesta dei commilitoni che combatterono sul suolo rovente del deserto della Cirenaica.
Il Colonnello Giarrizzo ha concluso esortando i suoi uomini a mantenere vivo lo spirito di corpo che contraddistingue l’Unità, elemento indispensabile per il conseguimento degli obiettivi prefissati e per far fronte alle sfide future che si presenteranno lungo il cammino operativo ed addestrativo del reparto.
Il Generale Abagnara, che per l’occasione ha indossato il foulard rosso-blu dei carristi, rivolgendosi al personale schierato ha detto: “i Carristi di Persano hanno sempre dimostrato impegno, slancio, spirito di sacrificio e professionalità nel superare le difficoltà prontamente ed efficacemente, rispondendo a tutti gli impegni ai quali sono stati chiamati” e nel concludere “coraggio Carristi, sono sicuro che oggi come allora saprete dimostrare il vostro impegno ed entusiasmo e sarete degni delle nostre migliori tradizioni!”.


10/2018 Esercitazione "Calore" a Monteromano
Nei giorni scorsi si è conclusa l'esercitazione a fuoco denominata "Calore", nell'ambito della quale l'8° Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio", al comando del Colonnello Gianfranco Di Marco, ha diretto il fuoco erogato da una propria batteria  PzH 2000 I, rinforzata da una sezione obici del 132° Reggimento Artiglieria Terrestre "Ariete" e da un plotone mortai pesanti Thomson da 120 mm del 1° reggimento bersaglieri, con l'ausilio di assetti per la sorveglianza del campo di battaglia e l'acquisizione obiettivi di pregio quali il Radar Controfuoco Arthur e il Micro UAV Raven, oltre ai Fire Support Team organici.
All'esercitazione finale ha partecipato il Comandante della Divisione "Acqui", Generale di Divisione Fabio Polli, che ha espresso l'apprezzamento per la celerità, la precisione e la disciplina con cui sono state condotte le azioni di fuoco, che hanno evidenziato la flessibilità del sistema artiglieria dovuta alla sua modularità. In particolare, con l'esercitazione "Calore" è stato conseguito, tra gli altri, l'obiettivo della piena interoperabilità tra le diverse unità e componenti specialistiche schierate che hanno condotto le attività a fuoco utilizzando un unico sistema informatizzato di comando e controllo.
L'8° Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio", ha iniziato un ciclo di addestramento continuativo dalla fine dello scorso mese di agosto, prevedendo l'esercitazione "Scorpione 4/2018", un Field Training Exercice, iniziato presso il Centro Addestramento Tattico del poligono di Monte Romano che si concluderà presso il Centro di Simulazione e Validazione dell'Esercito dove il reggimento prenderà parte all'esercitazione per Posti Comando (CPX-CAX) denominata "Orione 3/2018".

09/2018 Il 3° genio si addestra in ambiente anfibio
Si è conclusa presso la base logistica – addestrativa di Muggia l’attività in ambiente anfibio del genio condotta da una compagnia del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine.
L’attività è inserita nell’ambito dell’addestramento continuo delle forze dell’Esercito facenti parte del Capability Basket della capacità nazionale di proiezione dal mare.
Il personale esercitato si è schierato nell’area esercitativa di Muggia dallo scorso 24 settembre 2018, dove ha condotto le attività di: nuoto operativo, ribaltamento del gommone, scuola voga, presa di costa, allestimento di un bivacco, marcia zavorrata e topografica.
A conclusione dell’addestramento anfibio, il personale ha condotto un’esercitazione di contro mobilità specialistica che è culminata con un “raid anfibio” al fine di demolire un molo con cariche esplosive operando a bordo di un natante.
L’Addestramento costante garantisce la necessaria preparazione tecnico – professionale ed etica per affrontare con successo tutte le sfide e i compiti assegnati alle unità della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero. Durante le attività dinamiche si sviluppano competenze tattiche e si affinano quelle doti umane che possono servire a prendere decisioni e a portare a termine la missione assegnata in situazioni estremamente difficili, come quelle che si presentano nelle operazioni militari moderne.
L’esercitazione è servita a perfezionare e mantenere le capacità del genio in ambiente anfibio nel contesto delle azioni anfibie autonome proprie dell’Esercito o delle operazioni anfibie propriamente dette tipiche dello sviluppo della capacità nazionale di proiezione dal mare.
La fase conclusiva dell’attività è stata supervisionata dal Comandante della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” Generale di Brigata Giovanni Parmiggiani e dal Comandante del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine Colonnello Riccardo Maria Renganeschi.
Il 3° genio è l’unica unità dell’Arma del genio inserita nella capacità nazionale di proiezione dal mare di cui la “Pozzuolo del Friuli” è la principale fornitrice degli assetti Esercito per la Difesa.

09/2018 Il "Genova" Cavalleria in addestramento
​Il Reggimento “Genova Cavalleria” (4°) è stato impegnato nei giorni scorsi, in addestramento di specialità nell’area addestrativa del Cellina-Meduna (PN) con un distaccamento esplorante. In particolare è stato addestrato lo Squadrone Blindo Pesanti,  equipaggiato con Blindo armata “Centauro”, che ha condotto l’esercitazione di livello plotone, in bianco, a partiti contrapposti, con sistema di simulazione “SAAB BT 46”. Lo scopo della settimana addestrativa è stato quello di incrementare le capacità tecnico-tattiche proprie delle unità di Cavalleria di linea nella condotta di attività tattiche in uno scenario ad alta intensità.
L’addestramento costante garantisce la necessaria preparazione tecnico-professionale ed etica per affrontare con successo tutte le sfide e i compiti assegnati alle unità della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.
Durante le attività dinamiche si sviluppano competenze tattiche e si affinano quelle doti umane utili nel prendere decisioni e portare a termine la missione assegnata in situazioni estremamente difficili come quelle che si presentano nelle operazioni militari moderne. Nel corso dell'attività addestrativa sono stati utilizzati sistemi di simulazione che rendono l’addestramento l'attività ancora più realistica e al contempo sostenibile dal punto di vista della tutela ambientale.
All’esercitazione ha assistito il Comandante della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” Generale di Brigata Giovanni Parmiggiani coadiuvato dal Comandante del “Genova”, Colonnello Igor Torti. Il Reggimento “Genova Cavalleria “(4°) è l’unica unità dell’Arma di Cavalleria inserita nella Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare di cui la “Pozzuolo del Friuli” è la principale fornitrice degli assetti Esercito per la Difesa.



09/2018 ITALAIR in Libano spengono un incendio nelle vicinanze di Tiro
I caschi blu italiani della task force ITALAIR, unità di volo interforze che opera nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon), hanno supportato nel pomeriggio di venerdì scorso, le autorità locali al fine di domare un grosso incendio propagatosi a ridosso dell’abitato di Jwaywa nelle vicinanze di Tiro.
Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha immediatamente disposto, su richiesta delle autorità locali, l’intervento di un elicottero AB 212 equipaggiato con benna per il pescaggio dell’acqua per domare le fiamme.
La notevole estensione dell’incendio in zone non raggiungibili dai vigili del fuoco a terra e la considerevole presenza di case e luoghi di culto nelle vicinanze hanno reso determinante l’intervento degli elicotteri.
Gli equipaggi di volo di ITALAIR hanno operato fino a tarda serata quando le operazioni sono state concluse con successo compiendo quasi due ore di volo e sei passaggi sul fronte dell’incendio versando oltre 6000 litri d’acqua.
Fondata nel 1979, ITALAIR è l’unità nazionale più antica della missione UNIFIL, nonché l’unico reparto di volo interforze schierato dall’Italia in un Teatro Operativo estero. Gli equipaggi di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare con i sei elicotteri AB-212, comandati dal colonnello Luca Piperni, sono pronti a decollare in meno di 30 minuti per effettuare differenti tipologie di missioni (tra cui evacuazioni sanitarie) e giornalmente voli di ricognizione e di osservazione in tutta l’area di operazione, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione esistente tra il Libano e Israele, nel rispetto della Risoluzione 1701 e successive del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

09/2018 Cambio del Comandante del reparto comando e supporti tattici "Friuli"
Martedì 18 settembre, nella caserma Mameli di Bologna si è celebrata la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli”.
Alla presenza del Comandante della Brigata Aeromobile “Friuli”, Generale di Brigata Salvatore ANNIGLIATO, il Tenente Colonnello Pasquale DI BISCEGLIE ha ceduto il comando al parigrado Mauro ROMANO, per assumere l’incarico di Capo Sezione Pubblica Informazione presso la stessa Brigata Aeromobile.
“Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici Friuli, con voi ho passato i due anni e mezzo più intensi della mia vita professionale. Alla vostra giuda ho effettuato il periodo di comando più bello, perché solo il comando di uomini che lavorano incessantemente e soprattutto in silenzio e senza pretesa di riconoscimento, da’ quel senso di appartenenza ad una compagine professionale genuina e ricca di valori”. Così il Tenente Colonnello DI BISCEGLIE ha voluto salutare gli uomini e le donne del suo Reparto.
ll Generale ANNIGLIATO ha rivolto al Comandante uscente parole di grande stima, elogiandone l’impegno quotidiano, l’estrema dedizione e l’onestà intellettuale ed esortato il personale del Reparto a mettere a disposizione del Comandante subentrante la stessa lealtà, abnegazione ed intelligente partecipazione.

09/2018 Nuova incubatrice in Kosovo
Si è svolta questa mattina presso l'ospedale di Peć/Peja un'importante attività CIMIC resa possibile grazie all'impegno dei militari italiani dell’Esercito impiegati nella missione in Kosovo. È stata infatti donata una nuova incubatrice in favore del reparto di neonatologia dell'Ospedale regionale di Peć/Peja, equipaggiamento indispensabile per garantire adeguata assistenza ai neonati.
L'Ospedale di Peć/Peja è una struttura importante non solo per la municipalità di appartenenza, ma anche per tutte le città limitrofe, arrivando ad essere punto di riferimento dal punto di vista del sostegno sanitario per oltre 170.000 abitanti del Kosovo.
A ricevere questo dono a nome dell'Ospedale Regionale di Peć/Peja il direttore generale Dottor Skender Dreshaj, e la responsabile del reparto di neonatologia dottoressa Mirlinda Shala, i quali hanno apertamente ringraziato i militari italiani per il sostegno alla popolazione del Kosovo in generale e al settore sanitario in particolare.
Il Colonnello Ruggero Cucchini, Comandante del Multinational Battle Group West - unità multinazionale a guida italiana composta da Italiani, Sloveni, Austriaci e Moldavi, operante nel settore occidentale del Kosovo - ha presenziato all'attività, ed ha sottolineato come le attività CIMIC (Civilian Military Cooperation - Cooperazione Civile Militare) siano una componente fondamentale della missione in Kosovo, poiché si propongono lo scopo di aiutare in modo tangibile la popolazione attraverso il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle istituzioni locali, specie quelle impegnate in settori essenziali, come la sanità.
La missione KFOR è un'operazione militare internazionale a guida NATO sotto mandato ONU, con il compito di garantire una pacifica convivenza tra le varie etnie componenti il Paese, così come delineato nella risoluzione ONU n. 1244. L'Italia è in proporzione uno dei più importanti contribuenti in termini di uomini e donne: sui quasi 4000 militari KFOR appartenenti a 28 differenti Paesi, l'Italia ha messo in campo oltre 500 militari, appartenenti ad Esercito, Carabinieri, Aeronautica e Marina.

08/2018 Il contingente italiano effettua donazione di abbigliamento e materiale al Dipartimento dello Sport di Herat.
I militari del contingente italiano del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), su base Brigata “Pinerolo”, hanno ospitato una delegazione del Dipartimento dello Sport di Herat per la donazione di una fornitura di abbigliamento e materiale sportivo.
La cerimonia di consegna è avvenuta alla presenza del Direttore del Dipartimento dello Sport di Herat, Sig. Kabir Hamidullah, il quale ha pronunciato parole di stima e gratitudine verso il popolo italiano che continua a fornire un aiuto concreto alla popolazione afgana.
In particolare, ha sottolineato il Direttore, il sostegno alle Federazioni Sportive ed alle altre realtà aggregative conduce al miglioramento della qualità della vita dei giovani e della popolazione tutta della Provincia di Herat. La donazione del contingente italiano, che consta di materiale per diverse discipline sportive tra cui si annoverano scarpe, completini, palloni, racchette da tennis ping pong e badminton, tatami per arti marziali, kimono per karate taekwondo wushu e kungfu e relative protezioni nonché materiale per giocare a scacchi, verrà distribuita dal Dipartimento alle organizzazioni ludico sportive riconosciute della Provincia.
Il supporto alla popolazione è una delle attività che si affianca a quella principale di addestramento consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza Afghane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi, focus degli Advisors italiani nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS), e viene realizzato sia in maniera diretta con progetti individuati e condotti dal contingente nazionale, sia facilitando la distribuzione di aiuti umanitari provenienti da organizzazioni benefiche nazionali.

08/2018 Nuovo ciclo addestrativo Forze afgane
I militari del contingente italiano a Herat del TAAC-W hanno ideato – nell'ambito dell'attività di addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza afgane - un innovativo ciclo addestrativo denominato "Omnia".
Il Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) è il comando multinazionale della NATO su base Brigata "Pinerolo" inquadrato nella Missione Resolute Support in Afghanistan.
Omnia è un programma omnicomprensivo volto a formare – attraverso diverse direttrici addestrative - la leadership, gli staff e gli istruttori nell'ambito delle ANDSF (Afghan National Defense and Security Forces).
Il contingente italiano, ottimizzando il tempo e gli spazi a disposizione e impiegando strutture già esistenti, ha creato un sistema addestrativo volto a condurre l'attività di formazione delle Forze di Sicurezza non solo a "domicilio" ma anche all'interno di Camp Arena sede del TAAC-W.
L'attività pone le basi per formare in tempi brevi gli istruttori dei futuri addestratori (concetto noto come train the trainers), insegnando l'importanza della unicità di comando e dell'amalgama delle unità omogenee, nonché addestrare e testare gli Staff dei comandi delle unità delle Afghan National Defense Security Forces (ANDSF) attraverso la condotta di esercitazioni mirate e improntate a scenari reali.
"Omnia" è stato reso possibile grazie all'impegno del personale della Task Force Arena, unità di supporto del TAAC-W su base 9° Reggimento di Fanteria "Bari" di Trani e non sostituisce gli attuali centri di addestramento delle Forze di Sicurezza afgane, ma si pone come valore aggiunto.
Tale percorso formativo è integrato e completato dalle attività addestrative complementari organizzate e condotte sulla base delle carenze individuate dal TAAC-W, con il supporto di personale altamente specializzato delle Forze Armate italiane.
Tra questi si citano:
- Corsi di Tecniche di Polizia condotte dai Police Advisory Teams dall'Arma dei Carabinieri;
- Corsi svolti con il coordinamento dei Military Advisors Team dell'Esercito relativi alle tecniche di autodifesa;
- il Mountain Warfare presso il centro TORA Alfa a cura degli istruttori del Centro Addestramento Alpino "Aosta" e del 6° Reggimento Alpini "Brunico"dell'Esercito;
- il Basic Life Support and Basic Life Support Defribillator nonché il Pre Hospital Trauma Care (PHTC).
A questi corsi si aggiungono gli specifici aggiornamenti al personale sanitario delle Forze di Sicurezza afgane svolti con il contributo di medici infermieri ed assistenti di sanità dell'Ospedale da Campo Interforze (ROLE 2E) di Herat, del Genio sviluppati attualmente dell'11° Genio "Guastatori" di Foggia e di Informatica grazie al supporto della Task Force C4 dell'Esercito su base 7° Reggimento Trasmissioni di Sacile.
Il lavoro degli Advisors italiani si inquadra nell'ambito della missione NATO  Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

08/2018 "Precise Response 2018"
Il 7° reggimento NBC "Cremona" partecipa all'esercitazione multinazionale presso il Defence Research and Development Centre di Suffield (Canada)
Nel mese di luglio il 7° reggimento difesa NBC “Cremona”, unità specialistica dell’Esercito Italiano per la difesa CBRN, ha partecipato all’Esercitazione "Precise Response 2018", svoltasi presso il Defence Research and Development Centre (DRDC) di Suffield in Canada, al fine di incrementare le capacità dei propri assetti di operare in ambiente Joint e Combined, specie con l’impiego in sicurezza di agenti reali (live agent).
Il reggimento ha schierato un'unità con capacità di campionamento SIBCRA e rivelazione, che ha avuto la possibilità di esercitarsi e confrontarsi  congiuntamente con personale del 3° Stormo dell'Aeronautica Militare e di altri 10 paesi Alleati. Nel corso dell’evento le unità del reggimento sono state esercitate, con pieno successo, in numerosi scenari di complessità crescente in attività di rivelazione, identificazione e campionamento dei più comuni agenti chimici da guerra (quali nervini, vescicanti e soffocanti) e loro precursori, di agenti biologici (virus e batteri di varia natura) e di radioisotopi di diversa origine. A tali attività hanno fatto seguito specifici esercizi volti a verificare le procedure di trattamento del personale contaminato.
L’esercitazione “Precise Response” è annualmente condotta in Canada ed è promossa dalla NATO al fine di accrescere l’interoperabilità tra le nazioni partecipanti sulla base di procedure standardizzate per la condotta di attività tecnico-tattiche in scenari opportunamente predisposti per questo tipo di attività, incrementando il livello di confidence dello specialista CBRN ad operare in un ambiente contaminato CBRN.



07/2018 Il 3° Reggimento Alpini sul gruppo del Rosa
Il 3° Reggimento Alpini ha terminato con successo il corso Basico Alpinistico di reparto con una serie di impegnative ascensioni sul gruppo del Monte Rosa, tra cui Punta Felik (q. 4087 m.) e Punta Castore (q. 4228 m.), impiegando come campo base il rifugio Quintino Sella al Felik (3585 m.). La condotta del movimento in conserva e la realizzazione delle manovre di autosoccorso in alta quota hanno confermato l’elevato livello addestrativo raggiunto dagli allievi, che hanno completato il ciclo formativo di base iniziato con i corsi sciistici invernali già nel mese di gennaio.
Nell’ambito delle attività addestrative di specialità svolte dalla Brigata Alpina “Taurinense” dell’Esercito e mirate ad elevare la capacità di vivere, muovere e combattere in media e alta montagna, il 3° reggimento Alpini ha infatti concepito, organizzato e condotto il Corso Basico Alpinistico di reparto a favore del proprio personale. L’addestramento, della durata di sei settimane, ha coinvolto 30 militari tra istruttori e allievi, dapprima nelle aree classiche dell’arrampicata in alta Val Chisone, per terminare quindi in Valle d’Aosta per le ascensioni sul gruppo del Rosa.
L’addestramento alpinistico rappresenta per le Truppe Alpine una delle fasi principali della formazione tecnica, ma anche morale e caratteriale del personale. Le specifiche capacità che vengono acquisite risultano essere infatti fondamentali non solo nell’ambito delle numerose operazioni internazionali in cui opera l’Esercito, ma anche in Patria a supporto della popolazione civile colpita da pubbliche calamità, come accaduto per l’emergenza neve in Centro Italia.


07/2018 Prosegue la Campagna antincendio dell’Aviazione dell’Esercito 2018
Ad un mese dall'avvio della campagna antincendio, che vede schierati anche gli elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito, sono già numerosi gli interventi degli uomini e delle donne dell'Esercito Italiano. In particolar modo il 2° rgt. AVES "Sirio", di stanza a Lamezia Terme, ha già effettuato un totale di 272 "lanci", per un totale di più di 270 tonnellate d'acqua riversate nelle sortite finora effettuate. A supporto delle province di Enna e Catania, tra le più colpite, gli aeromobili dell'Esercito, gli HH-412A, sono rischierati per la specifica esigenza presso la base dell' Aeronautica Militare di Sigonella (CT), compiendo missioni di volo per un totale che già supera le 45 ore di volo.
L'equipaggio di volo, attivato dalla Sala Operativa, decolla effettuando l'operazione secondo una procedura standardizzata e ormai consolidata: riempie inizialmente la benna in un bacino idrico in prossimità dell'incendio, per poi dirigersi sul fronte del fuoco. Qui viene effettuata una valutazione della direzione del vento e degli eventuali ostacoli, prima che il Pilota possa dare l'ordine al Tecnico Operatore di Bordo di aprire la benna e rilasciare il flusso d'acqua sul focolaio. Tali operazioni, affinché risultino efficaci e condotte in sicurezza, richiedono un continuo e costante addestramento degli equipaggi nell'arco dell'anno, su tutto il territorio nazionale.
Gli equipaggi del 4° rgt. AVES "Altair" di Bolzano – e del dipendente 34° gr. sqd. "Toro" di Venaria Reale (TO) si addestrano ad intervenire e operare nell'area del Nord-Italia, impiegando i propri aeromobili multiruolo in dotazione, gli UH-205A, utilizzando una benna della capacità di circa 900 litri, denominata Bamby Bucket. L'area del Centro-Italia è invece supervisionata dagli assetti del 1° rgt. AVES "Antares" di Viterbo, forniti di CH-47C/F, dotati di una benna della portata di 5 mila litri (Smokey). A vigilare sulla sicurezza delle Isole e del Sud-Italia, concorrono gli assetti 2° rgt. AVES "Sirio" e del dipendente 21° gr. sqd. "Orsa Maggiore" dislocato presso Elmas (CA), per la Sardegna.
Sempre attiva, 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, concorre quale anello intermedio della catena di comando e controllo, la Sala Operativa del Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo, da dove le attività vengono monitorate e coordinate dall'atto dell'attivazione dell'assetto da parte della Protezione Civile nazionale o regionale, fino al rientro in base.


07/2018 Tiratori scelti dell’Esercito Italiano in competizione internazionale
Un team di tiratori scelti dell'Esercito Italiano proveniente dal 1° reggimento "Granatieri di Sardegna" ha preso parte alla "IDF (Israel Defence Force) International Sniper Seminar/Competition", che si è svolta in Israele, nella "Counter Terrorism Sniper School, a circa 30 chilometri da Tel Aviv. Nel corso della competizione, il team dei Granatieri si è cimentato in più attività addestrative, di giorno e notturne, confrontandosi con 185 team di tiratori scelti appartenenti a reparti di Forze Speciali e Corpi di élite di Eserciti provenienti da più nazioni.
L'attività è stata finalizzata a sviluppare e ad incrementare la capacità dei tiratori scelti di ingaggiare in maniera discriminatoria il bersaglio in ambiente urbano, in tempi ristretti e in condizioni di stress psico-fisico.  



07/2018 Esercitazione “Una Acies 2018”
Nell'ambito della campagna addestrativa "Una Acies 2018", presso il poligono di "Monteromano" (VT), nei giorni scorsi, gli Ufficiali del 197° corso "Tenacia" della Scuola di Applicazione dell'Esercito e gli Allievi Marescialli del XIX corso "Saldezza" della Scuola Sottufficiali dell'Esercito hanno svolto l'esercitazione di plotone in attacco.
Presenti, nella giornata del 19, il Generale di Corpo d'Armata Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito, il Generale di Divisione Massimo Mingiardi, Comandante della Scuola di Fanteria e il Generale di Brigata Gabriele Toscani De Col, Comandante della Scuola Sottufficiali dell'Esercito.
Dopo il briefing iniziale sui contenuti dell'attività tenuto dalla linea di Comando del battaglione che inquadra gli Allievi Marescialli del XIX° Corso e l'emanazione degli ordini del Comandante di plotone (ruolo svolto in esercitazione da un Allievo Maresciallo e da un Ufficiale del 197° corso) attraverso l'ausilio del cosiddetto "Sand Box" (plastico speditivo realizzato con materiali di circostanza che riproduce in scala il terreno scenario dell'azione), si è sviluppata la fase dinamica dell'esercitazione.
Intenso l'impegno nelle varie fasi: elitrasporto tattico, schieramento sulla linea di partenza, avvicinamento all'obiettivo, attacco e consolidamento, il tutto seguito da Comandanti ed Istruttori i quali, alla fine dell'"esercizio", hanno commentato "a caldo" le modalità esecutive dello stesso, anche sulla base dei risultati conseguiti nel tiro. Peculiare il concorso del 1° Reggimento "Antares" dell'Aviazione dell'Esercito che dispone delle macchine ad ala rotante più "pesanti" della Forza Armata: l'elicottero CH47 nelle versioni "C"  ed "F" di recente introduzione in linea.
Impiegato a più riprese in Patria e nei Teatri Operativi oltremare, vanta anche una lunga esperienza nelle campagne estive anti incendi boschivi. Gli Allievi Marescialli hanno conseguito l'obiettivo addestrativo tecnico professionale del secondo anno di corso, periodo caratterizzato dall'alternanza fra attività teoriche, universitarie e tecnico professionali, ed esercizi pratici (studio della lingua inglese, cultura militare, addestramento individuale al combattimento, topografia, armi e tiro, lavori sul campo di battaglia, procedure tecnico tattiche, corso per pattugliatore scelto, corso di abilitazione al lancio con il paracadute): un continuum formativo che ha conferito agli Allievi l'adeguata preparazione per pianificare, organizzare e condurre attività operative di livello plotone. Prossimo obiettivo, a settembre, l'esame di immissione in ruolo, il cui superamento consentirà loro di conseguire l'ambito grado di "Maresciallo".
Mese di luglio intenso per gli Ufficiali del 197° corso "Tenacia" e gli Allievi Marescialli del XIX corso "Saldezza" e del XX corso "Certezza", impegnati con la campagna addestrativa "Una Acies 2018". In "un'unica schiera" partecipano a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie. Ufficiali e Allievi Marescialli si addestrano insieme per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all'insegna dell'efficacia e dell'efficienza.
Un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell'ambito delle unità dell'Esercito Italiano.


07/2018 Primo corso “combat camera” in Iraq
La Task Force “Praesidium” ha concluso il primo corso “combat camera” a favore di militari dell’Iraqi Police e dell’Iraqi Army. In tale contesto, operatori qualificati dei dimonios del 151° Reggimento Fanteria “Sassari” hanno ideato – su specifica richiesta delle forze di sicurezza locali – un corso organizzato in diversi moduli teorico-pratici. Durante le diverse fasi del corso, della durata di tre settimane, i frequentatori delle Local Security Forces hanno acquisito specifiche competenze tecniche, unitamente alla consapevolezza della crescente rilevanza che le immagini rivestono nella moderna comunicazione.
Lo scopo del corso è stato quello di addestrare le forze di sicurezza locali all’utilizzo delle apparecchiature di riproduzione video-fotografica da impiegare non solo a supporto della comunicazione operativa, ma anche nell’ambito della raccolta investigativa, svolta a cura delle forze di Polizia Irachene, e della classificazione e ritrovamento di Unexploded Ordnance (UXO) o Improvised Explosive Device (IED) a cura dell’Iraqi Army.
Il corso “combat camera” si è inserito in un più ampio contesto di offerta formativa rivolta al personale delle forze di controterrorismo irachene (Counter Terrorism Service), dell’Iraqi Army, dell’Iraqi Police e dell’Iraqi Power Police, che ha previsto lo svolgimento di corsi nel settore del C-IED, First Aid, Urban Fighting e Sharp Shooting, solo per citare i più importanti. Il corso è stato ideato e organizzato da personale dell’Esercito del Combat Camera Team della Task Force “Praesidium” e si è svolto presso la base avanzata di Mosul Dam. Alle fasi generali di impiego delle attrezzature tecniche è seguita una fase valutativo-pratica, rivolta all’apprezzamento del livello di apprendimento degli allievi iracheni, che ha visto la piena soddisfazione del personale istruttore del 151° Reggimento Fanteria “Sassari”.
La Task Force “Praesidium”, su base 151° Reggimento Fanteria “Sassari”, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve” è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police. Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la Task Force “Praesidium” garantisce la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta TREVI impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

07/2018 Il 5° "RIGEL" celebra Francesco Baracca
Il 5° reggimento AVES "RIGEL"  ha pianificato una serie di iniziative per celebrare il centenario della morte, avvenuta il 19 giugno 1918 sui cieli di Montello, dell'Asso dei Cieli e pioniere del volo da combattimento Francesco Baracca, alla cui memoria è dedicato l'aeroporto dell'unità dell'Esercito.
Per commemorare lo storico aviatore italiano, questa mattina i baschi azzurri friulani hanno inaugurato un'opera marmorea, realizzata con la collaborazione del Comune di Casarsa e Zoppola, e sancito un gemellaggio con il reggimento "Piemonte Cavalleria" (2°), reparto presso cui Baracca aveva prestato servizio.
A suggellare il momento si è poi levata in volo una formazione composta da due elicotteri AH129 "Mangusta" del RIGEL e un aereo SPAD XIII pilotato dal Sig. Zanardo, presidente dell'associazione Johnatan Collection, costruttore di numerose riproduzioni di velivoli storici tra cui appunto lo SPAD, il caccia monoposto biplano pilotato da Baracca.
Le attività sono proseguite nel pomeriggio con la conferenza "L'uomo e la tecnologia, da Francesco Baracca ad oggi", che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo accademico e industriale, tra i quali il giornalista e storico Professor Gregory Alegy , il docente e scrittore Dottor Antonio Chialastri (esperto in Human Factor), l'Ingegnere Franco Scolari (direttore del Polo Tecnologico Pordenone) e l'Ingegnere Gazzaniga, in rappresentanza della ditta Leonardo Divisione elicotteri.
Presenti, tra le autorità militari, il Comandante dell'Aviazione dell'Esercito, Generale Paolo Riccò, e il Comandante della Brigata Aeromobile, Generale Salvatore Annigliato. Moderata dal giornalista Sebastiano Barisoni, la conferenza è stata motivo di approfondimento sul tema della contaminazione tra l'innovazione tecnologica in ambito militare e civile e sull'importanza dell'analisi costante dell'interfaccia uomo-macchina.
Al termine, gli ospiti hanno potuto assistere ad una mostra fotografica interattiva sulla storia dell'aeroporto militare "Francesco Baracca", già strategica base dei dirigibili durante la Grande Guerra e, apprezzare l'esposizione di elicotteri dell'Esercito Italiano. Dal vecchio AB205, grande protagonista durante le operazioni di soccorso a seguito del terremoto in Friuli del 1976 e ancora oggi in servizio, all'ultimo arrivato a Casarsa, il moderno UH90, elicottero da trasporto tattico equipaggiato con sofisticati sistemi avionici, passando per il 129 "Mangusta", elicottero da esplorazione e scorta che da anni rappresenta uno dei più efficaci deterrenti a protezione delle truppe italiane impegnate in delicate missioni all'estero, dalla Somalia fino all'Afghanistan, e il possente CH47 Chinook arrivato dalla base AVES di Viterbo per l'occasione.
I partecipanti sono stati, inoltre, coinvolti in un volo simulato su un elicottero AB205 opportunamente predisposto con il Live Virtual Home Station Training, un sistema recentemente acquisito dall'Esercito che consente di sfruttare i mezzi in dotazione alla Forza Armata (carri armati, mezzi blindati e anche elicotteri) come simulatori, abbattendo notevolmente i costi per l'addestramento e, consentendo, di esercitarsi in scenari virtuali.



07/2018 Esercitazione "BLIZZARD II" del 185° RRAO
Si è da poco conclusa l'esercitazione "Blizzard II" 2018 dove gli operatori del 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RRAO) hanno condotto l'addestramento di mantenimento della mobilità in ambiente montano estivo, in diverse località della Toscana.
Lo scopo principale dell'esercitazione è stato quello di addestrare gli uomini del RRAO nella raccolta informativa in contesto Counter Terrorism (CT), sia in ambiente rurale che urbano.
In particolare, sono stati impiegati tre “Distaccamenti Operativi” (DO) Acquisitori, che sono stati coordinati da uno “Special Operation Land Task Group” (SOLTG) allestito all'interno della caserma Pisacane di Livorno, sede del Reggimento. Assieme alle tecniche di arrampicata in ambiente montano estivo, sono state utilizzate le modalità di inserzione con l'aviolancio in caduta libera, il rilascio in Fast Rope e la presa di costa di alta.
Quest'ultima, in particolare, ha previsto l'impiego di un gommone a chiglia rigida denominato RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat), dal quale sono stati rilasciati gli operatori che hanno gonfiato in acqua altri due battelli pneumatici modello “commando”.
Raggiunta una scogliera, hanno applicato le tecniche di arrampicata simili a quelle utilizzate in montagna. Infine, sia il lancio con la tecnica della caduta libera (TCL) e sia la discesa in Fast Rope sono state possibili grazie all'impiego di un elicottero CH-47 del 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali(REOS).

07/2018 Conclusa l'Esercitazione Interforze Multinazionale delle Truppe Alpine dell'Esercito
Alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina e del Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, si è svolta, ieri, nell’omonimo comprensorio montano – cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati ed amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini.
Il Generale Farina, in merito, ha ricordato come sia quantomai importante per le Truppe Alpine dell’Esercito addestrarsi in simili scenari in cooperazione con le altre Forze Armate, al fine di meglio agire nelle operazioni militari all’estero per la pace e la sicurezza internazionale.
Su queste vette dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, le Truppe Alpine - eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero epiche pagine di storia militare ed alpinistica - hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.
Salutando tutte le Autorità intervenute ed il tanto pubblico presente, il Comandante delle Truppe Alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti, di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.
Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della Sezione militare di Alta Montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto, nei giorni scorsi, una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita oggi per la prima volta in modo integrale.
La Sezione di Alta Montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

06/2018 Concluso l'addestramento degli incursori dell’Esercito con unità paritetiche europee
Si è recentemente conclusa l'IRON18 (International Raiders Operational Network) una attività multilaterale, voluta, pianificata e condotta dal 9° Reggimento d'Assalto "Col Moschin".
L'attività ha visto impiegato una unità base del "Col Moschin", una Special Operations Task Unit-Incursori, con elementi esperti di unità paritetiche europee Inglesi, Belgi e Francesi.
L'IRON18 è stata condotta su due diversi ambienti di riferimento, ovvero urbano e marittimo, in un contesto di Contro Terrorismo. Nel corso dell'addestramento congiunto, sono stati impiegati alcuni elicotteri del 3° Reggimento "Aldebaran" (Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali), operatori cinofili, veicoli speciali militari e civili in dotazione, su strutture civili e militari insistenti sul territorio toscano e laziale. Inoltre sono state condotte attività su diverse tipologie di navi alla fonda ed in navigazione nell'arcipelago toscano.
L'attività ha permesso al personale delle FS europee di confrontarsi sulle procedure tecniche e tattiche di team, sull'impiego di assetti in supporto alle Operazioni Speciali, sulle armi ed equipaggiamenti. Il 9° Reggimento d'Assalto "Col Moschin" partecipa annualmente a svariati scambi in Patria ed all'estero con unità speciali nell'ambito della pianificazione strategica nazionale per la cooperazione e sviluppo internazionale.

06/2018 Il Vice Comandante della Coalizione contro l’Isis ha visitato il Task Group Griffon in missione presso l'eliporto di Erbil.
Nei giorni scorsi il Comandante dell'Airmobile Task Group Griffon, unica unità di volo dell'Esercito Italiano attualmente impiegata nell'area operativa del Kurdistan Iracheno con elicotteri da trasporto tattico NH90, ha ricevuto in visita il Brigadier Generale John Fenwick, Vice Comandante del Combined Joint Task Force nonchè pilota di elicotteri dell'aviazione australiana.
Durante la visita il Generale Fenwick ha avuto modo di approfondire la conoscenza delle procedure d'impiego dell'UH90 nei Teatri Operativi da parte dell'Aviazione dell'Esercito Italiano e delle capacità di comando e controllo delle missioni di volo condotte dalle unità del Task Group.
La visita ha poi interessato il comparto Manutenzione dove il personale tecnico ha illustrato i processi e le procedure manutentive attualmente impiegate. L'Alto Ufficiale ha così avuto modo di constatare l'elevato livello professionale raggiunto dal Task Group Griffon  che si conferma pedina fondamentale per la Coalizione e il Governo Iracheno ai fini dello sviluppo e della stabilizzazione dell'area.
L'UH90 è stato impiegato, per la prima volta in assoluto in ambito internazionale, dall'Aviazione dell'Esercito nell'agosto del 2012 nelle fila dell'Aviation Battalion presso la base militare di Herat in Afghanistan.
La visita si è conclusa con il trasferimento del Generale Fenwick con i nostri elicotteri da Erbil alla volta di Mosul Dam.Il Task Group Griffon, su base 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Vega" di Rimini, è una compagine altamente specializzata, prodotto di una sperimentata sinergia procedurale e addestrativa sviluppata dall'Aviazione dell'Esercito Italiano.  L'unità è schierata presso il sedime militare dell'aeroporto di Erbil con il compito di garantire i collegamenti tattico-strategici a favore dei Paesi membri della Coalizione.
L'Italia contribuisce all'Operazione "Inherent Resolve", con compiti di contrasto al terrorismo internazionale, nell'addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga) oltre a garantire la sicurezza della struttura della diga di Mosul e a fornire un dispositivo che opera a favore di personale della Coalizione e assicura il servizio di trasporto.


Ripristinate e rivalutate le aree agricole e paesaggistiche pesantemente danneggiate dal conflitto contro DAESH.
​I militari italiani in missione in Iraq, su richiesta delle autorità locali irachene, hanno contribuito al ripristino delle vie di accesso al più importante uliveto che insiste nell'area di responsabilità della Task Force "Praesidium".
Nell'ambito di un'articolata attività di riqualificazione del territorio promossa dalle municipalità irachene adiacenti alla diga di Mosul, volta a ripristinare e rivalutare economicamente le aree agricole e paesaggistiche pesantemente danneggiate dal conflitto contro DAESH, i sassarini della Task Force Praesidium – per la prima volta – hanno operato con mezzi d'opera del Genio dell'Esercito Italiano per movimentare e sbancare importanti masse di terra, vere e proprie fortificazioni campali innalzate precedentemente a difesa di una postazione chiave nella lotta per il controllo dell'area durante l'invasione delle truppe del sedicente stato islamico.
Al cessare della minaccia, il sito, che si trova proprio a ridosso del più vasto uliveto della zona,  fu abbandonato dalle truppe regolari e riconsegnato ai legittimi proprietari che solo di recente hanno ricominciato a popolarlo e a riprendere le attività agricole e produttive legate alla gestione dell'uliveto, grazie appunto al supporto dei soldati dell'Esercito Italiano che ne hanno reso accessibile l'utilizzo.
Tutti gli interventi e i lavori di riqualificazione del territorio, sono stati preceduti da un programma di ricerca di eventuali ordigni bellici e trappole esplosive che le unità del Genio della Task Force "Praesidium" hanno posto in essere sempre su istanza delle autorità locali.
La Task Force "Praesidium", su base 151° Reggimento Fanteria "Sassari", nell'ambito dell'Operazione "Inherent Resolve" è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.
Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l'Iraq, la Task Force "Praesidium" garantisce la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta TREVI impegnate nei lavori di risanamento dell'infrastruttura.

06/2018 Prosegue l’addestramento dei reparti inseriti nel pacchetto di forze a guida Ariete per la VJTF.
Prosegue anche in queste settimane l'addestramento del personale della 132^ Brigata corazzata "Ariete" dell'Esercito e dei reparti inseriti nel force package per la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018  impegnato in diverse attività operative, in Italia e all'estero, finalizzate al mantenimento della readyness (prontezza) e all'organizzazione dei prossimi appuntamenti, in particolare, dell'esercitazione "Trident Juncture 2018"  che si svolgerà in Norvegia il prossimo autunno e che si preannuncia come la più impegnativa attività addestrativa dell'Alleanza Atlantica degli ultimi vent'anni, con la partecipazione di oltre quarantamila soldati provenienti da più di trenta nazioni.
Tra le attività più importanti svolte di recente, la Commander's Conference organizzata presso il NATO Rapid Deployable Corps (NRDC) tedesco-olandese di Munster, ente designato quale Land Component Command per la eNRF 2019, durante la quale sono stati tracciati i lineamenti programmatici per il prossimo anno e definiti e coordinati gli aspetti addestrativi legati alla Trident Jucture 2018.
Proprio per l'approssimarsi di questo importante appuntamento addestrativo, che vedrà proiettati nel paese nordico i principali assetti previsti nel pacchetto VJTF, il Reparto Comando e Supporti Tattici "Ariete" ha continuato con le attività di implementazione della campalizzazione del posto comando di brigata, alla ricerca di soluzioni che richiedano sempre maggiore mobilità e bassa segnatura, disponendo dei materiali in dotazione e di quelli recentemente acquisiti con i fondi assegnati per l'esigenza. Sono state effettuate prove di schieramento dei posto comando principale e di quello tattico.
Nel frattempo, la task force C4 su base 7° Reggimento trasmissioni, con assetti del Comando Brigata "Ariete", ha partecipato in Lituania alla COMMEX (Communication Exercise) "Steadfast Cobalt 2018", attività complessa organizzata dalla NATO volta a testare l'interoperabilità delle strutture CIS (Communication and Information Security) e la validità di strumenti e applicativi informatici di comunicazione. L'attività, conclusasi con il raggiungimento degli obiettivi addestrativi prefissati, ha permesso di conseguire i requirements  di interoperabilità con il NATO Rapid Deployable Corps (NRDC) tedesco-olandese.
Il 1° reggimento artiglieria da montagna ha condotto presso il poligono di Monteromano una scuola tiri finalizzata al mantenimento del modulo integrato e, nel contempo, ad implementare le SOP sull'indirect fire definite durante l'anno di stand down e a premessa della fase di certificazione conseguita con l'esercitazione "Brilliant Ledger parte 2".
Infine, una delegazione turca proveniente dal NRDC di Istanbul, Comando designato quale Land Component Command per la NRF 2020, ha visitato la Brigata "Ariete" presso la caserma "Mittica" di Pordenone dove ha incontrato i key elements del comando della grande unità, per uno scambio di informazioni e per acquisire elementi utili dall'esperienza fin qui maturata dall'Ariete in ambito VJTF, allo scopo di capitalizzarli per l'omologo impegno cui sarà destinata nello stesso anno la 66^ Brigata meccanizzata dell'Esercito Turco.
Altrettanto importanti saranno i prossimi impegni pianificati per i rimanenti reparti facenti parte del force package a guida Ariete, che a fine mese svolgeranno una importante esercitazione interarma a partiti contrapposti nella quale saranno coinvolti l'11° reggimento bersaglieri, il 187° reggimento paracadutisti, il 10° reggimento genio guastatori, un nucleo JTAC fornito dal Comando Artiglieria, il 32° reggimento carri, con l'importante concorso di elementi forniti dal reggimento SORAO e dalla Brigata Friuli. Il 132° reggimento carri svolgerà il ruolo del partito contrapposto.
Il mese di giugno si concluderà con una COMMEX durante la quale verranno testate le ultime soluzioni CIS del posto comando di Brigata individuate, con la lead della componente C4 a cura del 7° reggimento trasmissioni.

06/2018 Il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” termina la propria missione in Kosovo e viene sostituito dal 5° Alpini
Si è svolto, alla presenza del vice Comandante del COI, Generale di Divisione Aerea Nicola Lanza de Cristoforis e del Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, l'avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato presso la Base di "Villaggio Italia" nell'ambito della missione KFOR.
Il Contingente uscente, su base 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti "Folgore" e sotto il comando del Colonnello Ettore Gagliardi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 5° Reggimento Alpini, comandato dal Colonnello Ruggero Cucchini. Il passaggio della Bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal Comandante di KFOR, alla presenza di numerose Autorità militari, civili, religiose.
Il Generale di Divisione Aerea Lanza de Cristoforis ha evidenziato l'importanza del contributo italiano nelle missioni internazionali, soffermandosi sui risultati raggiunti dai militari italiani. Il Generale Cuoci nel suo discorso ha sottolineato come fedeli al motto di KFOR,'"Enduring Commitment", tutte le Forze impegnate nella missione in Kosovo abbiano profuso un costante e continuo impegno, esprimendo sentite parole di compiacimento per la professionalità dimostrata dall'Unità e per l'apprezzamento rivolto dalle Istituzioni kosovare.
Durante i 6 mesi di mandato, il Contingente multinazionale, composto da circa 650 soldati provenienti da Italia, Slovenia, Austria e Moldavia, ha assicurato la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico.  I militari dell'Unità hanno operato con costante impegno, vigilando e proteggendo il Monastero di Decane in qualità di primi responsabili e realizzando progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

In Afghanistan si è svolto l'avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West. La Brigata "Pinerolo" subentra alla Brigata "Sassari".
Si è svolta presso l’aeroporto di Herat, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando Nato multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione Ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support (RS). La Brigata “Sassari”, dopo sei mesi di addestramento, consulenza e assistenza a favore delle forze di sicurezza locali, è stata avvicendata dalla Brigata “Pinerolo”.
Alla cerimonia hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Kabul Roberto Cantone, il Comandante del Comando NATO di Brunssum Generale di Corpo d'Armata Riccardo Marchiò, il Comandante della missione Resolute Support John W. Nicholson, l’Italian senior Representative Generale di Divisione Massimo Panizzi in rappresentanza del Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze e tutte le massime autorità civili e militari afgane della regione ovest.
Il Generale Marchiò, nel suo intervento, ha ringraziato il Comandante cedente Generale di Brigata Gianluca Carai, ed i Sassarini schierati, per gli eccellenti risultati conseguiti e ha formulato al Generale di Brigata Francesco Bruno, ed alle sue unità, gli auguri per il delicato e fondamentale compito che li attende.
Il Generale Nicholson, ha invece ripercorso dal canto suo le numerose attività condotte dal TAAC W nel semestre di responsabilità della “Sassari”, citando alcune significative operazioni, quali l’assistenza, “a domicilio”, alle Forze di Sicurezza afgane in aree distanti da Herat con i Sassarini schierati, anche per lunghi periodi, nelle varie provincie della regione ovest, a supporto delle controparti locali impegnate, autonomamente, durante le fasi di pianificazione e di condotta di attività militari contro l’insorgenza. L’eccezionale contributo fornito dal contingente italiano durante le operazioni di messa in sicurezza delle aree interessate all’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAPI, presieduta dal Presidente della Repubblica dell'Afghanistan Ashraf Ghani, e successivamente durante l’incontro dello stesso Presidente con il Comandante del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), Generale Curtis Scaparotti accompagnato da quattro ambasciatori presso la NATO.
Il Generale Nicholson ha, inoltre, evidenziato come la regione ovest, a guida italiana, risulta aver ottenuto i migliori risultati di tutto il paese, in termini di sicurezza, sviluppo economico e sociale – trai cui spiccano gli elevati livelli di integrazione femminile e di scolarizzazione – ed anche in termini di controllo del territorio, con oltre l’84% della popolazione sotto l’influenza delle istituzioni governative. Risultati tangibili che dimostrano l’impegno e la dedizione dei soldati italiani che si sono alternati in Afghanistan dal 2002 ad oggi.
Per il Comando della Brigata “Pinerolo” si tratta del secondo mandato in terra afgana; contestualmente il 9º Reggimento fanteria “Bari” ha assunto il comando della Task Force Arena, unità preposta alla sicurezza e al supporto delle attività del contingente italiano avvicendando il 152° Reggimento fanteria “Sassari”.


06/2018 NRDC-ITA: al via la Eagle Ghost 2018
Oltre 150 pianificatori del Comando NATO Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC-ITA) e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni "Aqui","Friuli"e la 2^ Divisione "Elasson" dell'Esercito Greco, stanno conducendo presso la caserma "Ugo Mara", sede del NRDC-ITA, le attività connesse con la prima fase dell'esercitazione EAGLE GHOST 2018.
In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare una operazione militare in un ipotetico scenario ad elevata intensità.
Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell'informazione dell'area di crisi in cui si simula l'intervento. Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l'individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell'area e la conseguente stesura e diramazione dell'ordine di operazioni ai vari livelli.
L'esercitazione rientra nell'ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure ad elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.
NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi (quali quello di Corpo d'Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command) a seconda delle esigenze operative.
Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l'Esercito, che il Comando "tre stelle" della "Ugo Mara" sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.  
Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NATO Response Force. Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, ad elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l'Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

06/2018 Il 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani si addestra nell'area di Erice.
Si è svolta, nei giorni scorsi, nel territorio del Comune di Erice in zona Martogna, un’attività addestrativa da parte del 6° Reggimento Bersaglieri, mirata ad affinare le tecniche di movimento in ambiente montano e boschivo a livello plotone.
L’attività prevedeva una fase di preparazione, di pianificazione e condotta speditiva, ed ha fornito l'opportunità di testare i plotoni del reggimento in alcune delle capacità fondamentali del combattente.
In particolare, l’esercitazione ha previsto una prova di topografia e di orienteering nonché di compiti tattici a premessa di eventuali attività in zona boscosa e montana.
Da sottolineare che l'addestramento, s’inquadrava anche in un contesto più ampio di sorveglianza di aree di possibile interesse per la lotta agli incendi, attività recentemente promossa dal Prefetto di Trapani, Dott. Darco Pellos, che ha inteso incrementare la presenza di uomini dello Stato nelle aree d’interesse sotto il profilo della prevenzione incendi boschivi che hanno pesantemente colpito il territorio trapanese negli ultimi anni.
In questo ambito, lo svolgimento dell’attività addestrativa da parte dei bersaglieri contribuisce attivamente a prevenire eventuali azioni criminose che, ove scoperte, sarebbero prontamente segnalate alle forze dell’ordine

06/2018 Il 3° Reggimento Alpini si addestra con i tiratori scelti francesi alla “Iron Thaw”.
Nel quadro delle attività addestrative propedeutiche agli impegni futuri che riguarderanno il 3° Reggimento Alpini è stata organizzata e condotta l'esercitazione Live Exercise (LIVEX) per Tiratori Scelti che si è sviluppata in Val di Susa e in Alta Val Chisone nel poligono di Pian dell'Alpe (TO) dal 28 maggio al 1 giugno.
All'esercitazione hanno partecipato i nuclei tiratori del Battaglione "SUSA" e di altri reparti della Brigata Alpina "Taurinense" tra cui il 2° e il 9° Reggimento Alpini. La Brigata "Folgore" ha inviato nuclei del 183° e 187° Reggimento Paracadutisti e del Savoia Cavalleria.
Anche il comparto Forze per Operazioni Speciali ha inviato, all'esercitazione, i nuclei del 4° reggimento Alpini Paracadutisti e del 185° reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi. Peraltro, nell'ambito delle attività di cooperazione tra l'Esercito Italiano e i Paesi alleati, hanno partecipato nuclei tiratori del 13eme Battaillon De Chasseurs Alpins di Chambery-Barby (Francia) della 27e Brigade d'infanterie de montagne, in virtù degli accordi bilaterali che hanno dato vita alla costituzione della Brigata non permanente italo – francese.
Il personale, già estremamente qualificato, ha condotto un'iniziale fase di amalgama caratterizzata dalla salita in ferrata alla Sacra di San Michele (TO) e dalla condotta dei tiri di mantenimento diurni e notturni dalle massime distanze con le diverse armi in dotazione, sfruttando la conformazione del poligono che permette l'effettuazione di tiri considerati difficili sia per la differenza di quota tra tiratore e obiettivo (High Angle) sia per le condizioni meteorologiche. Successivamente, i Tiratori Scelti, sono stati infiltrati nell'area di Pian dell'Alpe con la presenza di Opposing Forces che, esercitandosi nella contro-interdizione d'area, hanno reso l'attività realistica e coerente con gli obiettivi addestrativi.
Con la quinta esercitazione dal 2016, la LIVEX per tiratori scelti, condotta dagli Alpini del 3° reggimento, ha confermato la grande professionalità, l'elevato livello operativo dell'Unità e la valenza nazionale e internazionale del momento addestrativo.


06/2018 72° Anniversario della Repubblica Italiana
Sulle note di decine di bande e fanfare dell'Esercito e delle altre Forze Armate e Corpi armati dello Stato, tra uniformi storiche della Prima guerra mondiale e militari equipaggiati con le più moderne tecnologie, si sono concluse questa mattina, a Roma, le celebrazioni per il 72° anniversario della fondazione della Repubblica italiana.
La ricorrenza di quest'oggi si è aperta con il tradizionale omaggio al Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che accompagnato dal Ministro della Difesa, Dott.ssa Elisabetta Trenta e dalle più alte cariche civili e militari dello Stato, si è recato all'Altare della Patria.
Ad assistere alla tradizionale rivista in via dei Fori Imperiali, migliaia di cittadini provenienti da ogni parte d'Italia. Davanti a loro hanno marciato tutte le componenti dello Stato, all'insegna del senso di appartenenza e dell'orgoglio nazionale: migliaia gli uomini e le donne appartenenti ai corpi militari e civili che questa mattina hanno sfilato davanti al Capo dello Stato e alle autorità presenti.
La rivista ha avuto come tema centrale le celebrazioni del centenario della fine della Grande Guerra. Per questo motivo, anche quest'anno, alla manifestazione hanno preso parte centinaia di Sindaci in rappresentanza di migliaia di comuni e città di tutto il Paese. In testa, i primi cittadini delle località che nel corso della Prima guerra mondiale hanno pagato il loro tributo di sangue.
A seguire, centinaia di bandiere, 47 delle quali appartenenti a unità militari ancora esistenti e 60, invece, di reparti disciolti dell'Esercito che hanno combattuto nel corso del Primo e del Secondo conflitto mondiale. Tra queste, lo storico tricolore di El Alamein, portato da un alfiere che è anche Medaglia d'Oro al Valor Militare: il Tenente Colonnello dell'Esercito Gianfranco Paglia.
La rassegna, strutturata in 7 settori, è proseguita con la marcia dei gonfaloni delle regioni delle province e dei comuni italiani, dei medaglieri e dei labari delle associazioni combattentistiche e d'Arma. Nel primo settore le bandiere delle Nazioni Unite, della NATO, dell'Unione Europea e quelle degli organismi multinazionali in cui opera l'Esercito e le altre Forze armate.
Sulle note della Banda della Brigata Sassari, una compagnia di fanteria e una interforze in uniformi storica della Prima guerra mondiale hanno marciato davanti alle tribune sulle note di "Dimonios", prima di lasciare spazio al Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.
Il secondo settore è stato quello interamente composto dagli uomini e le donne dell'Esercito Italiano. Con in testa la Banda dell'Esercito, hanno marciato sotto gli occhi di cittadini e autorità una compagnia di formazione composta da allievi delle Scuole Militari, della Scuola Sottufficiali e dell'Accademia Militare nelle rispettive uniformi storiche.
Poi è stata la volta di alcune rappresentanze di tutte le componenti operative dell'Esercito: dai fanti del 62° Reggimento "Sicilia" ai cavalieri dei Reggimenti "Genova Cavalleria" e "Lancieri di Novara". Presenti anche artiglieri dell'8° Reggimento Pasubio e genieri del 2° Reggimento Pontieri.
A chiudere il settore, operatori del 9° Reggimento d'Assalto "Col Moschin", equipaggiati per attività speciali antiterrorismo, e la banda della Brigata Alpina "Taurinense", seguita da una batteria del 3° Reggimento Artiglieria Terrestre in uniforme per terreni innevati con sci.
I successivi settori sono stati dedicati alle altre Forze armate , ai corpi militari e ausiliari dello stato, tra cui una compagnia del corpo militare della Croce Rossa e delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana e una compagnia del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Infine, l'ultimo settore ha compreso i Corpi Armati e non dello Stato, tra cui la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, la Polizia Penitenziaria, il Servizio Civile Nazionale e il Corpo di Polizia di Roma Capitale.
La cerimonia, come da tradizione, si è conclusa tra gli applausi rivolti alla fanfara dei Bersaglieri e a una compagnia in armi del 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza che, cappello piumato in testa e al passo di corsa, ha concluso i festeggiamenti per questo 72° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana.

06/2018 KFOR: esercitazione “Western Blizzard"
Si è conclusa oggi una complessa esercitazione volta a testare le capacità di reazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in risposta a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo.
L'obiettivo dell'esercitazione è stato quello di testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta ad una escalation della violenza provocata dall'avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un'area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura dalla Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN - Kosovo Tactical Reserve Battalion) di K-FOR. Inoltre lo Staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un'Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario. Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l'impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation - MEDEVAC).
L'attività ha rappresentato un'importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali. Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, assicura la liberta di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico. I militari Italiani, Sloveni, Austriaci e Moldavi che compongono l'Unità, operano con costante impegno (Enduring Commitment) vigilando e proteggendo il Monastero di Decane in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CI.MI.C. (Cooperazione Civile e Militare),  improntati al miglioramento delle condizioni


05/2018 82° Reggimento "Torino" in addestramento
E' terminata nei giorni scorsi l'attività addestrativa condotta dall'82° reggimento fanteria "Torino" presso il poligono di Capo Teulada (denominata "Capricorno 3/2018").
La prima fase dell'esercitazione si è tenuta presso il Centro Addestramento Tattico di 1° livello (CAT) di Teulada, dove sono stati testati gli assetti in campo con diversi "Stress test", che hanno simulato molteplici scenari di possibile impiego in Teatro Operativo. Successivamente, è stata condotta un'esercitazione a fuoco in uno scenario "composite war", al quale hanno partecipato assetti di altre Brigate della Divisione "Acqui" e di altre unità dell'Esercito Italiano.
In particolare l'82° reggimento fanteria ha avuto in concorso dalla Brigata "Pinerolo" assetti del 9° reggimento fanteria "Bari", dell'11° reggimento genio guastatori e del 31° reggimento carri.
La Brigata "Aosta" ha partecipato con le blindo-centauro del reggimento Lancieri di Aosta (6°), mentre la Brigata "Garibaldi" ha fornito un plotone di carri ariete del 4° reggimento carri. Sono state utilizzate anche unità specialistiche del 7° reggimento Difesa NBC "Cremona" di Civitavecchia (RM) e un team Raven - aeromobile a pilotaggio remoto utilizzato per sorveglianza e scoperta - del 41° reggimento "Cordenons" di Sora (FR). Dopo una fase iniziale, strutturata su varie esercitazioni con difficoltà crescenti, l'attività si è conclusa con l'esercitazione di Gruppo Tattico a fuoco.
Il Comandante della Divisione "Acqui", Generale di Divisione Fabio Polli, si è detto pienamente soddisfatto nell'aver constatato la preparazione  dei fanti del "Torino" e di tutti gli assetti in concorso per le pregevoli capacità operative messe in mostra.


05/2018 I reparti dell’Aviazione dell’Esercito si addestrano nella Complex Aviation Exercise 2018
​Ieri, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina, i reparti dell'Aviazione dell'Esercito, insieme alle unità di fanteria, hanno partecipato all'esercitazione CAEX I 2018 (Complex Aviation Exercise).
L'attività, svolta nella zona addestrativa di Monte Romano e diretta dal Comandante dell'Aviazione dell'Esercito, Generale di Brigata Paolo Riccò, ha previsto l'impiego di tutti gli assetti esercitati nella condotta di un attacco contro gruppi di insurgent.
In particolare, i reparti hanno svolto diverse operazioni già iniziate la sera di martedì, con l'aviolancio notturno di un plotone esplorante di paracadutisti, per l'acquisizione dell'area interessata. Ieri mattina, l'aviolancio con fune di vincolo di un plotone di paracadutisti che ha messo in sicurezza l'area dove, successivamente, è stato schierato un plotone mortai in attività di fuoco contro un obiettivo in profondità, mentre due elicotteri AH-129 "Mangusta" hanno svolto attività di SEAD (Suppression of Enemy Air Defence).
Sul terreno contemporaneamente, due plotoni di Fanteria Aeromobile hanno condotto un assalto  contro due capisaldi nemici, mentre due plotoni di bersaglieri eliportati hanno attaccato altri obiettivi.
L'azione è proseguita con una simulazione di evacuazione medica avanzata (Forward Medevac) ad opera del personale sanitario specializzato e un'operazione di esfiltrazione del personale rimasto isolato, tramite attività di Personnel Recovery. In chiusura, mediante un elicottero da trasporto CH-47 sono stati riforniti, con un'operazione di FARP (Forwad Arming and Refueling Point Operation), i velivoli impiegati nell'azione.
Presenti all'esercitazione il Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, Generale di Corpo d'Armata Federico Bonato, il Comandante Militare della Capitale, Generale di Corpo d'Armata Agostino Biancafarina e il Prefetto della Provincia di Viterbo, dott. Giovanni Bruno.
La soddisfazione espressa dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito al termine dell'attività ha trovato riscontro nell'ottima pianificazione e condotta di questa esercitazione, che ha visto l'elevato e costante impegno di tutto il personale. Fondamentale, quindi, il ruolo che l'addestramento assume nell'acquisizione delle procedure addestrative e l'importanza di una perfetta sinergia tra tutte le componenti di Forza Armata ai fini del corretto svolgimento in sicurezza di qualsiasi attività operativa.

05/2018 157° Anniversario della Costituzione dell'Esercito Italiano
Questa mattina sono iniziate con la deposizione di una corona d'alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d'onore di Palazzo Esercito, le celebrazioni per il 157° anniversario della Costituzione dell'Esercito Italiano.
Successivamente, presso l'Ippodromo militare Generale "Pietro Giannattasio" di Tor di Quinto, si è svolta la cerimonia militare alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina e di numerose autorità civili, religiose e militari oltre che numerose scolaresche.
Durante il suo intervento il Generale Farina ha affermato "celebriamo oggi 157 anni dell'Esercito che si intrecciano profondamente con gli avvenimenti che hanno contraddistinto le più importanti pagine della storia patria. Quest'anno, tra l'altro, ricorre il centenario del vittorioso epilogo del primo conflitto mondiale che portò al coronamento del sogno risorgimentale dell'integrità territoriale e contribuì a edificare l'identità dei cittadini dell'allora ancor giovane regno d'Italia."
Inoltre il Capo di Stato Maggiore ha successivamente aggiunto: "voglio rendere merito a tutti gli Ufficiali, i Sottufficiali, i Graduati, i Militari di truppa e al personale civile, esprimendo il mio orgoglio di Comandante, con la consapevolezza che tutti voi, che ogni giorno rinnovate sul campo il significato del giuramento prestato, affrontando la fatica, i pericoli e ingenti sacrifici personali, costituite il viatico migliore per superare con successo ogni crisi, minaccia e sfida che il nostro paese sia chiamato a fronteggiare nel presente e nel futuro. Grazie a tutti voi e alle vostre splendide famiglie che condividono con voi il peso del vostro orgoglioso e fiero dovere."
"Celebriamo oggi l'Esercito degli Italiani, che non è una mera Istituzione militare, ma è stato il vero protagonista, sin dalla sua istituzione nel 4 maggio 1861, di gloriose pagine di storia nella vita della Nazione, fornendo, in ogni momento decisivo, un contributo essenziale al processo di unificazione nazionale. Oggi, a distanza di un secolo dalla decisiva battaglia di Vittorio Veneto, possiamo dire che l'Esercito rappresenta non solo una Forza Armata, bensì un patrimonio insostituibile dell'Italia, una risorsa sempre pronta e irrinunciabile. Di fronte alle nuove e sempre più complesse sfide nell'attuale scenario internazionale, le donne e gli uomini dell'Esercito, con la loro capacità di proiettarsi oltre i confini nazionali e con il loro contributo prezioso prestato anche sul territorio nazionale, sono un elemento essenziale del nostro Sistema Paese.", ha successivamente evidenziato il Generale Graziano nel corso del suo intervento.
Il Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti nel suo discorso ha sottolineato "L'Esercito Italiano è stato, in ogni epoca, un esercito di cittadini in uniforme. Ha incarnato i valori che hanno animato gli italiani, in ciascun momento della nostra storia unitaria. Oggi c'è la consapevolezza diffusa di quanto l'Esercito sia necessario insieme alle altre Forze Armate, per garantire la nostra difesa e con essa la sicurezza internazionale."
Successivamente il Ministro della Difesa ha poi conferito alcune onorificenze al personale dell'Esercito distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all'estero. Inoltre sono state decorate anche le bandiere del 3° reggimento trasmissioni e del 6° reggimento genio pionieri reparti che, con il proprio contributo, sono risultati determinanti in particolari situazioni nei contesti nazionali ed internazionali.
La tradizionale carica a cavallo dei "Lancieri di Montebello" (8°), nel carosello storico rievocativo delle battaglie del primo conflitto mondiale, ha concluso la manifestazione prima degli onori finali al Ministro Pinotti.
L'Esercito conta oggi più di 4.000 militari schierati in 14 diversi paesi come, Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all'addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).
Circa 7.000 sono invece i soldati impegnati in Italia nell'ambito dell'Operazione "Strade Sicure", in concorso alle Forze dell'Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza. Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l'Esercito ha consentito l'identificazione di oltre 76.000 persone, 213 delle quali poste in stato di fermo, oltre 300 denunciate, 17.987 veicoli controllati, con 24 sequestri di armi e 232 di veicoli. Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti.
Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell'Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell'ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all'estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo nell'ultimo anno, circa 3000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 153 sortite antincendio, per un totale di 356 ore di volo effettuate con velivoli dell'Aviazione dell'Esercito.

05/2018 Iraq: concluso con successo il corso Squad Leader
Gli istruttori dell'Esercito Italiano, hanno concluso con successo il Squad Leader Skills Development Course (SLSDC) in favore delle Forze di Sicurezza irachene della Regione Autonoma del Kurdistan.
Il corso rientra in un ciclo addestrativo - già avviato nell'aprile 2017- che si prefigge lo scopo di addestrare i futuri istruttori delle unità della Kurdish Security Forces (KSF) su come pianificare e condurre attività a livello squadra su specifici argomenti. La conclusione delle presenti due sessioni addestrative, nelle sedi di Bneslava e Suleymaniah, si aggiungono alle precedenti otto sessioni che vedono un totale di ben 232 squad leaders addestrati delle KSF dai soldati italiani.
In particolare, il corso - della durata di 6 settimane - prevede lo svolgimento di quattro materie, ciascuna per singola classe, che sono: tattiche di fanteria, addestramento individuale al tiro di precisione, tecniche di primo soccorso, comportamenti da adottare in presenza di sostanze esplosive (capacità Counter Improvised Explosive Device – C-IED).
Nelle prime tre settimane gli allievi si specializzano su una delle quattro materie previste dal corso e nelle restanti tre settimane si addestrano sulle tecniche di insegnamento e sulla conduzione delle lezioni teorico-pratiche della singola materia appresa.
Il compito dei nuovi istruttori sarà quello di mantenere il livello addestrativo delle unità delle KSF, formate finora dalla coalizione, sulla base del principio "train the trainers – addestra gli addestratori".
Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del Kurdish Training Coordination Center (KTCC) per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.
Il KTCC, fondato nel settembre 2014 per sconfiggere il terrorismo internazionale e il Daesh, è composto da oltre 350 militari provenienti da 8 nazioni europee facenti parte della "coalizione Globale" tra cui Italia, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria e Slovenia. L'Italia, contribuendo con circa 110 istruttori dell'Esercito Italiano, è il maggiore contributore e, a turnazione con la Germania, fornisce il Comandante del Centro di coordinamento dell'addestramento multinazionale nel Kurdistan iracheno.
Il personale addestrato dal KTCC ha preso parte ai combattimenti contro il sedicente Stato Islamico e continua a garantire la sicurezza delle aree ormai liberate da Isis, testimoniando lo sforzo nazionale compiuto - ed ancora in atto - per la sconfitta di Daesh e del terrorismo internazionale e per la stabilizzazione e normalizzazione del Paese.

04/2018 Premier iracheno visita la diga di Mosul
Nella giornata del 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-'Abadi ha visitato la diga di Mosul. Il Primo Ministro, atterrato presso la base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force "Praesidium", Colonnello Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operanti nell'area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno.
A seguire, l'alta Autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari dell'Esercito Italiano, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta TrevI e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso. Successivamente, il Primo Ministro al-'Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria che insistono nel villaggio di Mosul Dam.
I dimonios del 151° Reggimento Fanteria "Sassari" della Task Force "Praesidium" in missione in Iraq– in stretta coordinazione con le Counter Terrorism Service ed il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita che si si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-'Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso.
Nella missione in Iraq, la Task Force "Praesidium" – su base 151° Reggimento Fanteria "Sassari", nell'ambito dell'Operazione "Inherent Resolve" – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service ed Iraqi Police. Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l'Iraq, i militari dell'Esercito Italiano garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell'infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

04/2018 Un Alpino alla strongest race siberiana
Il Sergente Ingrid Qualizza, effettiva alle Truppe Alpine dell'Esercito ha da poco realizzato una nuova impresa partecipando alla Black Baikal Race, "The strongest race in Siberia".
Il Sottufficiale degli Alpini, che non è nuova ad imprese del genere avendo già  preso parte in passato a competizioni estreme quali la "Kalahari Augrabies Extreme Marathon" in Sudafrica, l'"Ultra Africa Race" in Burkina Faso e l'"Iznik Ultra Maratonu" in Turchia, questa volta ha preferito il ghiaccio siberiano alla sabbia del deserto, cimentandosi su un percorso a tappe per complessivi 300 chilometri sulla superficie ghiacciata del Baikal, il lago più profondo del mondo, trainando una slitta con tutto l'indispensabile per sopravvivere a temperature che oscillavano tra i -32° ed i -37°.
Al traguardo, dopo quattro interminabili giorni, sono giunti solo in 3 tra cui il Sergente Qualizza che ha voluto terminare la sua prova seppur non come "finisher" in conseguenza di un errore di percorso.
Friulana di origine, il Sergente Qualizza ha all'attivo tre missioni all'estero e l'addestramento militare è per lei un fattore fondamentale per la riuscita delle prove.


04/2018 L'Esercito si addestra in Lettonia
Si è conclusa l'esercitazione denominata "Claymore Soring", che ha visto impegnata una Compagnia di fanteria alpina italiana,  da più di 4 mesi inquadrata nel Battle Group di eFP (enhanced Forward Presence) in teatro lettone, assieme a  una Compagnia del 3° Reggimento della guardia nazionale lettone di Zemessardze e il supporto di un'unità di 3 elicotteri UH 60 "Black Hawk" statunitensi del "227th Aviation Regiment" dislocato a Lielvārde, a circa 100 Km da Riga.
L'esercitazione, iniziata il 10 aprile per la durata di 3 giorni continuativi, è stata svolta circa 250 km a Sud-Est di Riga, nella zona di Meža Mackeviči, area addestrativa del 3° Reggimento di Zemessardze e luogo idoneo per effettuare infiltrazioni attraverso assetti con ala rotante. L'attività si è svolta in maniera totalmente congiunta con le unità citate sopra, dando segno dell'interoperabilità delle nostre forze con gli altri eserciti e forze armate appartenenti all'Alleanza Atlantica.
Il  focus di quest'esercitazione è stato quello di pianificare e condurre un'infiltrazione tramite elicotteri UH 60 "Black Hawk", per poi effettuare pattuglie da combattimento appiedate su un territorio considerato ostile, con osservazione e acquisizione di diversi obbiettivi nemici designati in fase di pianificazione e successivo attacco e distruzione simulata degli stessi. L'esercitazione è stata condotta a partiti contrapposti, per rendere più realistica possibile l'esecuzione dell'operazione, dove le forze nemiche sono state rappresentate in maniera simulata da militari di altre nazioni provenienti dal Battle Group eFP Latvia, tra cui polacchi, canadesi e lettoni.
La Compagnia italiana, prima di poter intraprendere questo tipo di operazione con inserzione tramite elicotteri "Black Hawk", ha dovuto effettuare una fase di addestramento congiunto con i piloti statunitensi al fine di essere abilitata al trasporto su questo tipo di elicotteri d'assalto, coordinando e integrando le varie procedure tecnico/tattiche di questo tipo di attività operativa. Inoltre, si è trattato di un banco di prova per il Comando di Compagnia, che ha dovuto sostenere tutta la fase di pianificazione dell'inserzione, condotta della pattuglia ed esfiltrazione a stretto contatto con i propri corrispettivi lettoni, dimostrando flessibilità operativa nella condotta di operazioni tattiche tra i due eserciti alleati.
Tale attività ha voluto testare e convalidare nuovamente sul campo la capacità di ricognizione, pattugliamento e acquisizione, diurna e notturna, della Compagnia alpina italiana, sfruttando l'occasione di poter lavorare in modo congiunto con i colleghi lettoni e statunitensi, presenti permanentemente nel territorio.
Durante l'esercitazione "Claymore Soring", i militari italiani hanno comprovato di saper lavorare, vivere, muovere combattere in condizioni ambientali decisamente avverse, caratterizzate in questo caso da sbalzi notevoli di temperatura tra il giorno e la notte e terreni paludosi; ciò ha confermato ed evidenziato le doti di fanteria leggera delle nostre truppe, soprattutto per quanto riguarda il combattimento nei boschi e l'attuazione di pattuglie appiedate.
La Compagnia italiana esercitata appartiene alla seconda rotazione di Contingente schierata in Lettonia ed è inquadrata nel Multinational Battle Group a guida canadese costituito da circa 1200 militari provenienti da Albania,  Polonia, Slovenia, Spagna e appunto Canada.
I militari che prendono parte a questa Missione provengono dal 5° Reggimento alpini di stanza a Vipiteno (BZ), coadiuvati da assetti provenienti dal 2° reggimento trasmissioni alpino e della Brigata Alpina "Julia".
L'enhanced Forward Presence si inquadra in un generale potenziamento della presenza di Forze NATO sul territorio europeo tanto sul confine orientale quanto sul Mar Mediterraneo. L'eFP è una misura di natura difensiva, proporzionata e pienamente in linea con l'impegno internazionale della NATO, che intende rafforzare il principio di deterrenza dell'Alleanza e rappresenta un chiaro esempio della determinazione nell'assolvere la missione primaria di sicurezza collettiva dell'integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia, nonché di riaffermazione della coesione e della solidarietà tra i Paesi membri.

04/2018 Il 132° Carri si addestra per la JRRF
Il 132° Reggimento carri della Brigata "Ariete" ha completato nei giorni scorsi un intenso ciclo addestrativo nell'ambito dell'approntamento per l'esigenza JRRF (Joint Rapid Response Force), che impegnerà il reparto di stanza a Cordenons per l'intero 2019.
In particolare, l'attività, condotta presso il poligono del Cellina-Meduna, si è articolata in diverse fasi dinamiche aventi, nel complesso, l'obiettivo di consentire ai carristi di perfezionare la corretta applicazione delle procedure tecnico-tattiche di specialità e di incrementare, allo stesso tempo, l'amalgama degli equipaggi, elemento di imprescindibile rilevanza per il mantenimento della capacità combat dell'unità.
L'attività è culminata con l'esercitazione di complesso minore corazzato a fuoco, cui ha preso parte un dispositivo formato da tredici carri Ariete. Erano inoltre presenti assetti del 10° Reggimento genio guastatori, dell'11° Reggimento bersaglieri e del 1° Reggimento artiglieria da montagna, che, oltre a consentire lo svolgimento dell'esercitazione in un contesto pluriarma, hanno permesso di testare le procedure standardizzate (SOP) elaborate dal Comando Brigata "Ariete" in ambito VJTF (Very High Readiness Joint Task Force).
Alle fasi salienti dell'attività ha presenziato anche il Comandante dell"Ariete", generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, il quale al termine ha voluto esprimere al personale esercitato il proprio apprezzamento per l'impegno profuso e per i lusinghieri risultati addestrativi conseguiti.

04/2018 L'Esercito alla Sandhurst di West Point
Si è appena conclusa la competizione militare internazionale denominata Sandhurst 2018 presso la United States Military Academy (USMA) di West Point – New York - U.S.A. alla quale ha partecipato una rappresentativa di Ufficiali frequentatori del 195° corso del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino.
La Sandhurst, aperta agli ufficiali allievi delle accademie militari mondiali, ha visto la partecipazione di 64 squadre provenienti da: America, Australia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Germania, Giappone, Lettonia, Messico, Polonia e Regno Unito.  Le gare si sono svolte tra il 13 ed il 14 aprile, nel comprensorio militare di West Point su un percorso complessivo di circa 50 km.
La competizione si è sviluppata in un arco temporale di 36 ore continuative, nel quale ogni squadra è stata sottoposta ad esercizi valutativi quali percorsi di functional fitness, tiri con armi portatili (pistola M9 e fucile M4), attacco di squadra, navigazione notturna, primo soccorso ed esfiltrazione di ferito, superamento di un percorso ad ostacoli ed attivazione NBC, impiego messaggistica NATO e superamento di  un corso d'acqua con gommone. La partecipazione alla gara ha richiesto elevati standard addestrativi, le squadre sono state valutate sulla capacità di operare in condizioni di criticità ed in team, sulla capacità di leadership, di orientamento e navigazione topografica diurna e notturna.
La rappresentativa italiana, alla sua prima partecipazione, ha ottenuto un risultato di tutto rispetto, ottenendo la Bronze Standard Patches. La gara, nata nel 1967 con l'intento di confrontare le capacità addestrative dei cadetti di Regno Unito e Stati Uniti, con il passare del tempo ha visto un incremento delle Nazioni partecipanti. L'esperienza addestrativa, dall'alto valore formativo, ha permesso ai nostri Ufficiali di potersi confrontare con i vari colleghi non solo dal punto di vista tecnico professionale, ma anche dal quello umano, potendo operare sinergicamente, scambiare opinioni ed approcci nei confronti delle varie situazioni proposte.

04/2018 Nuovi incursori per il  9° Reggimento d’Assalto "Col Moschin".
Si è svolta, presso la Base Addestramento Incursori (BAI) di Marina di Pisa (Pisa) del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", la cerimonia di consegna del Brevetto da Incursore per gli allievi del Reparto Addestramento Forze Speciali (RAFOS) che hanno portato a termine l'impegnativo iter formativo.
Alla presenza del Comandante del Comando delle Forze Speciali dell'Esercito, Generale di Brigata Ivan Caruso, del Comandante di Reggimento, Colonnello Giuliano Angelucci, del Medagliere e dei soci dell'Associazione Nazionale Incursori Esercito (A.N.I.E.), gli allievi, hanno ricevuto la patch del brevetto ed  il pugnale da Ardito, entrando a pieno titolo nei ranghi degli Incursori e andando a rinforzare le fila del Battaglione d'Assalto.
La cerimonia, iniziata con l'alzabandiera presso la B.A.I. e con un aviolancio effettuato con la Tecnica della caduta libera, si è conclusa con il rituale incontro che vede affiancati i vecchi Incursori dell'A.N.I.E. ai neo brevettati Incursori, a testimonianza  del forte legame e senso di appartenenza che da sempre unisce gli uomini del "Nono" Reggimento.
L'iter da Incursore dura circa due anni e vede gli aspiranti impegnati nel corso Operatore Basico per Operazioni Speciali (OBOS), il corso Combattimento per Incursori, il corso Combattimento Avanzato per Incursori ed a seguire i corsi di mobilità ambientale (Basico di Alpinismo, Basico di Sci, Corso Caduta Libera Militare e corso di Mobilità Anfibia per Incursori).
La percentuale di successo è di circa il 10%, possono accedervi Ufficiali,  Marescialli,  Sergenti, Volontari in Servizio Permanente (VSP),Volontari in Ferma Prefissata di quattro anni (VFP4) e da quest'anno è possibile anche per i Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) attraverso un percorso a loro dedicato. L'accesso all'iter è regolato da appositi bandi interni alla Forza Armata che sanciscono i requisiti ed il calendario delle prove da sostenere.

04/2018 Il Comandante dello U.S. Army Corps of Engineers (USACE), Tenente Generale Todd T. Semonite, in visita alla Task Force “Praesidium”.
​Il Generale Todd T. Semonite, Chief of Engineers and Commanding General of the U.S. Army Corps of Engineers (USACE), il 3 e 4 aprile, ha visitato la Diga di Mosul scortato dai dimonios del 151° Reggimento Fanteria "Sassari".
Durante la visita l'alto Ufficiale ha avuto l'opportunità di incontrare i vertici iracheni del Ministero delle Risorse Idriche, i vertici italiani della ditta Trevi e il personale militare e civile di USACE coinvolti nel Mosul Dam Project. L'alto Ufficiale, inoltre, ha voluto incontrare gli uomini e le donne dell'Esercito Italiano della Task Force Praesidium impegnati nel garantire la sicurezza della diga, che si conferma sito di interesse strategico per la Coalizione e il Governo Iracheno ai fini dello sviluppo e della stabilizzazione dell'area.
Dopo un briefing sulla situazione generale – illustrato dal Colonnello Maurizio Settesoldi, Comandante della Task Force Praesidium, presso il Tactical Operation Center (TOC) – il Generale Semonite ha avuto modo di incontrare personalmente i dimonios del 151° Reggimento Fanteria "Sassari" impiegati presso checkpoint e posti di osservazioni a difesa della diga e, a seguire, ha avuto la possibilità di assistere a un'esercitazione congiunta tra soldati italiani e Counter Terrorism Service (CTS), che concludeva una fase di addestramento svolto a favore delle CTS nell'ambito  dello "urban fight, breaching e first aid".
Tali attività addestrative ed esercitazioni vengono svolte periodicamente al fine di incrementare il livello di interoperabilità tra le forze italiane e le forze irachene impegnate nel sistema integrato di difesa posto a presidio della diga di Mosul.
Il Generale Simonite ha espresso parole di profondo apprezzamento per l'operato dei soldati dell'Esercito Italiano e per il livello di professionalità dimostrato, ringraziando per quanto gli italiani fanno quotidianamente sia per la sicurezza sia per la stabilità dell'area.
La visita si è conclusa con la firma dell'albo d'onore da parte del Comandante dello United States Army Corps of Engineers (USACE).
Il Generale Semonite, quale USACE Commander, ha la responsabilità di 32.000 impiegati civili e 700 militari che operano – nel campo del project menagement e forniscono consulenza ingegneristica nel campo delle costruzioni – in più di 110 paesi nel mondo.
La Task Force Praesidium, su base 151° Reggimento Fanteria "Sassari" di Cagliari, è schierata presso il sedime della Diga di Mosul con il compito di garantire una cornice di sicurezza per la struttura della diga dove operano anche i lavoratori della ditta TREVI impegnati nei lavori di risanamento.


04/2018 Bersaglieri in addestramento
​Si è conclusa un'intensa settimana addestrativa per la 3ª Compagnia Bersaglieri "Celere", orientata al mantenimento della prontezza operativa, come imposto dallo stato di stand-by che il Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia dovrà mantenere per tutto il 2018. Alla Compagnia Bersaglieri del Reggimento di Supporto al NRDC-ITA è affidato infatti il compito di difesa dei posti comando.
Durante il periodo trascorso presso l'area addestrativa di Candelo Massazza la compagnia "Celere" ha potuto mettere in atto tutte le predisposizioni necessarie a un'efficace funzione di "Force Protection". L'addestramento, nello specifico, ha visto i bersaglieri condurre il pattugliamento di itinerari, il movimento tattico notturno, la "presa di posizione" in ambiente tattico permissivo, i "lavori sul campo di battaglia" per la realizzazione di postazioni e appostamenti ed esercitarsi alla guida off-road diurna e notturna.
Sono state anche provate le Reazioni Automatiche Immediate a una attivazione da parte di forze ostili e il poligono è stato interessato da numerose attività a fuoco, tutte condotte con il massimo livello di realismo. È dalla prontezza di tutte le sue componenti che il Comando del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia può dirsi pronto ad accettare responsabilità quali il comando della componente terrestre della NATO Response Force.

03/2018 Afghanistan: l'Esercito a Qal'ha -Ye Now
Nei giorni scorsi è stata condotta un'attività di consulenza programmata dai militari del contingente italiano, su base Brigata "Sassari" , a favore delle Forze di Sicurezza afgane, situate nell'abitato di Qal'ha-Ye Now, a circa 120 Km a nord Est di Herat.
Per l'occasione, circa 100 istruttori italiani hanno condotto attività di consulenza a favore delle controparti locali, con l'obiettivo di monitorare le operazioni in corso ed individuare le priorità da perseguire durante le prossime attività operative.
Inoltre, il Comandante del Train Advise Assist West Command West (TAAC W) ha presieduto una security shura con i rappresentanti politici locali, i comandanti delle Forze di Sicurezza locali e i Capi villaggio e religiosi della zona, affrontando con loro i temi della sicurezza.
L'area, di fatto, sarà prossimamente interessata dalle opere per il completamento della Ring Road, ovvero l'arteria autostradale che collega l'intero Paese. L'attività avrà importanti ricadute economiche non solo per il territorio interessato dai lavori ma per l'intera regione ovest. La chiara comprensione e condivisione da parte della popolazione locale sarà dunque il prerequisito essenziale per garantire l'avanzamento dei lavori nelle migliori condizioni di sicurezza.
Presso la caserma di Qal'ha-Ye Now, oggi operano i militari dell'Afghan Nation Army (ANA), appartenenti alla 3^ brigata del 207° Corpo d'Armata che continuano a ricevere formazione e consulenza, periodica, a cura dei militari italiani in missione in Afghanistan.
Periodic Train Advise Assist (PTAA), è l'acronimo utilizzato per indicare queste attività di addestramento ed assistenza sviluppate in aree distanti dalla base di Camp Arena - sede del contingente nazionale - che non possono essere svolte con cadenza giornaliera e quindi vengono organizzate, periodicamente, sulla base delle richieste che le Forze di Sicurezza afgane rivolgono agli istruttori italiani. Tali consulenze contribuiscono all'innalzamento delle competenze tecnico-tattiche dell'Esercito e della Polizia e rafforzano i legami con il territorio.
Il lavoro degli advisor italiani – che comprende anche le attività di PTAA - si sviluppa nell'ambito della missione di Resolute Support (RS) con il compito principale di addestrare, consigliare ed assistere le Forze di Sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.


03/2018 Il Generale Eifler in visita a Mosul
Il Generale statunitense Brian S. Eifler, Vice Comandante per le Operazioni del Combined Joint Forces Land Component Command – Operation Inherent Resolve (CJFLCC-OIR), ha visitato i militari dell'Esercito della Task Force "Praesidium" , su base 151° Reggimento Fanteria "Sassari" di stanza presso la diga di Mosul.
In tale occasione, il Generale Eifler ha avuto modo di constatare l'efficacia del sistema di difesa integrato posto in essere dai militari italiani – in stretto coordinamento con il Counter Terrorism Service (CTS), il National Security Service (NSS) e le forze di sicurezza irachene (ISF) – visitando i principali punti di controllo e posti di osservazione dislocati a difesa della diga e a tutela del personale del United States Army Corps of Engineer (USACE) e dei lavoratori civili della ditta Trevi.
Gli ingegneri di USACE, inoltre, hanno guidato il Generale Eifler all'interno dei tunnel sottostanti la diga per illustrare il sistema di risanamento posto in essere dal personale di Trevi, USACE e dalle maestranze civili locali.
La visita ha costituito un'occasione per evidenziare le peculiarità della TF "Praesidium" quale sensore avanzato ed elemento che garantisce sicurezza, stabilità ed interoperabilità con tutti i partner militari e civili coinvolti nel Mosul Dam Project.
Al termine della visita, il Generale Eifler ha espresso parole di piena soddisfazione ai dimonios del 151° Reggimento Fanteria "Sassari" per l'elevato livello di cooperazione raggiunto in così breve tempo con le forze di sicurezza locali (CTS, NSS e ISF) nell'implementazione delle misure di sicurezza della diga di Mosul, sito di interesse strategico per il governo iracheno per lo sviluppo e la stabilizzazione dell'area.
L'Italia contribuisce all'Operazione "Inherent Resolve", con compiti di contrasto al terrorismo internazionale, nell'addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga) oltre a garantire la sicurezza della struttura della diga di Mosul.



03/2018 Addestramento congiunto tra Esercito Italiano e US Marines Corps
È stata condotta nei giorni scorsi, presso il Lago Rubino, area addestrativa a pochi chilometri dalla città di Trapani, un’esercitazione bilaterale tra il 6° Reggimento Bersaglieri e i militari del US Marines Corps di stanza presso la Naval Air Station di Sigonella.
L’esercitazione, sviluppata in più giorni, ha dato modo ai fanti piumati dell’Esercito e ai colleghi statunitensi, di sviluppare in sinergia l’attività di pianificazione e condotta di azioni operative complesse.
L’attività ha rappresentato l’occasione per affinare le capacità di interoperabilità e compatibilità delle procedure in ambito internazionale, nonché momento di confronto e crescita sulle caratteristiche tecniche di mezzi e materiali in dotazione alle due Forze Armate. In particolare, sono state illustrate le capacità tecnico-operative del nuovo Veicolo Blindato Medio (VBM) denominato “Freccia” in dotazione al 6° Reggimento Bersaglieri.

03/2018 Concluso il corso “Charlie”
Si è concluso nella sede del reggimento Lagunari "Serenissima" il corso di qualificazione anfibia "Charlie", svolto per la prima volta a favore dello staff del Comando Brigata "Pozzuolo del Friuli".
Il corso è finalizzato a un rapido ed efficace apprendimento delle procedure tecnico-tattiche tipiche degli staff di comando che operano in ambiente anfibio, assicurando al contempo elevati standard addestrativi garantiti dal reggimento Lagunari "Serenissima" quale ente scuola per le forze anfibie della Forza Armata.
Il corso, articolato su tre settimane, ha permesso ai frequentatori di acquisire le conoscenze necessarie per operare nel contesto delle attività anfibie autonome condotte dall'Esercito in base alla dottrina di Forza Armata.  Il corso "Charlie", comprensivo di attività pratiche e teoriche, ha seriamente impegnato i frequentatori chiedendo loro di superare prove come river crossing, ribaltamento del battello in laguna, attività ginnico-sportive sia in piscina che in laguna, zavorrata con arma e carico di dodici chilogrammi.
La Brigata "Pozzuolo del Friuli" , al comando del Generale  Giovanni Parmiggiani, è una brigata  di manovra pluriarma e fornisce gli assetti dell'Esercito nell'ambito della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM).
La qualifica anfibia è articolata in un corso "Alpha"  per il personale del reggimento Lagunari e del Genio, in un corso "Bravo" per il personale degli altri reggimenti inseriti nella CNPM  e in un corso "Charlie" per il personale di staff del Comando Brigata e dei Comandi di reggimento.




03/2018 Afghanistan: 10.000 ore di volo per gli elicotteri “Mangusta” del Regional Command West
Gli elicotteri A129 “Mangusta” dell’Aviazione dell’Esercito hanno varcato la soglia delle 10.000 ore di volo effettuate nei cieli dell’Afghanistan da quando, nella primavera del 2007, sono stati rischierati a Herat nell’ambito della missione ISAF (International Security Assistance Force).
L’importante traguardo è stato festeggiato all’aeroporto militare di Herat da tutti i baschi azzurri della Task Force “Fenice”, la componente ad ala rotante su base 7° Reggimento AV.ES. “Vega” di Rimini agli ordini del colonnello pilota Giuseppe Potenza.
I “Mangusta” sono elicotteri da esplorazione e scorta particolarmente affidabili e versatili, sono dotati dei più avanzati sistemi di bordo e grazie all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti, chiamati spesso ad operare in situazioni critiche e in condizioni climatiche talvolta proibitive, si sono rivelati uno strumento indispensabile per la condotta delle operazioni a supporto delle unità terrestri della coalizione e delle forze di sicurezza afghane.
Ogni intervento degli elicotteri “Mangusta” è stato caratterizzato da una percentuale di successo pari al 100%, un risultato particolarmente significativo che è stato possibile raggiungere anche grazie alla professionalità del personale tecnico preposto alla manutenzione degli aeromobili.
03/2018 I militari italiani addestrano gli afgani al combattimento in ambiente montano
​L’apprendimento dei principali nodi, delle manovre di cordata, delle tecniche di discesa in corda doppia e di risalita di corda fissa nonché l’uso di teleferica per il trasporto dell’armamento di reparto sono solo alcuni degli obiettivi di apprendimento inseriti nel programma didattico previsto per il corso di “Mountain Warfare”, organizzato dal Train Advise Assist Command West (TAAC W) a favore di dieci militari dell’Afghan National Army (ANA), ovvero l’Esercito Afghano.
Il corso basico di combattimento in ambiente montano, condotto dal personale di TAAC W ed in particolare da istruttori del Centro Addestramento Alpino di Aosta, è durato tre settimane e si è concluso con una esame finale valido per il conseguimento dell’abilitazione al combattimento in alta quota, che ha avuto luogo su una falesia naturale, attrezzata per l’occasione e situata a circa 20 Km di distanza da Camp Arena.
Questo tipo di addestramento è nato dalle richieste di supporto espresse dal comandante del 207^ Corpo d’Armata afghano per rendere ancor più aderente l’addestramento dei propri militari con la morfologia del territorio.
Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del contingente italiano, su base Brigata “Sassari”, per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.
Il comandante del TAAC W ha pronunciato parole di elogio nei confronti dei militari afghani, incitandoli ad esprimere la medesima professionalità durante le attività operative nelle quali saranno coinvolti con lo scopo di garantire la pace nel proprio Paese.
L’obiettivo della missione Resolute Support consiste nell’addestramento, assistenza e consulenza delle forze di sicurezza afghane ed in tale ottica si inserisce anche il corso “Mountain Warfare”.


03/2018 Il Comandante della 12^ “UK Armoured Infantry Brigade” ha fatto visita all’ ”Ariete”, unità in prontezza per l'esigenza VJTF 2018
Il Generale di Brigata Adrian P. Reilly, Comandante della 12^ UK Armoured Infantry Brigade, unità del Royal Army britannico inserita nel dispositivo NATO VJTF 2018 (Very High Readiness Joint Task Force), ha visitato oggi il Comando della 132^ Brigata corazzata "Ariete",  unità dell'Esercito italiano anch'essa inserita nel medesimo pacchetto di forze dell'Alleanza Atlantica.
Accolto all'arrivo presso la caserma "Mittica" dal Comandante dell'Ariete, Generale di Brigata Angelo Michele Ristuccia, l'Ufficiale inglese ha assistito a un briefing illustrativo delle principali attività operative e addestrative condotte dalla Brigata e, successivamente, ha assistito ad alcune attività addestrative.
La visita del Generale Reilly era finalizzata a favorire lo scambio di informazioni e di esperienze nell'ambito delle diverse attività condotte dalle rispettive unità inserite nella VJTF.
La VJTF è un assetto forze multinazionali a elevata specializzazione e prontezza operativa il cui compito è di assicurare una prima e immediata risposta della NATO a possibili minacce all'Alleanza.

03/2018 Esercito e assistenza in Libano
Sotto la guida degli istruttori del 183° Reggimento Paracadutisti "Nembo", una ventina di graduati e sottufficiali delle Forze Armate Libanesi, hanno affrontato aspetti teorici e pratici relativi alle caratteristiche di impiego di armi individuali quali il fucile Colt M4 4 e la pistola Beretta PX Storm e sul rispetto delle norme di sicurezza e delle procedure tecniche di tiro dinamico ed operativo.
Si conclude così il primo corso Weapon Handling and Shooting Techniques a favore delle Forze Armate Libanesi, tenuto dai peacekeepers inquadrati nel battaglione a guida italiana di ITALBATT, una Task Force di manovra, dislocata presso la base di Al Mansouri e siti operativi avanzati.
ITALBATT contribuisce con i Battle Groups delle altre nazioni al controllo della Blue Line e del territorio del sud del Libano in assistenza alle forze armate libanesi. Gli assetti di ITALBATT sono dotati di veicoli blindati, VTLM Lince e Blindo armata Centauro.
I suddetti corsi rivestono un'importanza fondamentale in quanto, oltre a garantire una maggiore preparazione dal punto di vista operativo, migliorando il livello addestrativo del personale militare, sulle tecniche e procedure finalizzate ad un uso pratico, sicuro e difensivo delle armi, rafforzano la sinergia tra i reparti della "Folgore" e le Forze Armate Libanesi che, nell'ambito della missione UNIFIL, operano sempre in maniera congiunta e coordinata per mantenere le condizioni di stabilità nella delicata area del Sud del Paese. L'addestramento congiunto fra i peacekeepers Italiani e le Forze Armate libanesi, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per poter operare al massimo delle capacità ed in sicurezza, rimane uno degli elementi più importanti della missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon) per continuare a garantire la stabilità dell'area.

03/2018 L'Esercito testa le forze afgane
In vista delle prossime elezioni politiche in Afghanistan, ad Herat ha avuto luogo la prima esercitazione di coordinamento interforze volta a garantire il regolare svolgimento delle votazioni e la sicurezza dei seggi elettorali. L'addestramento ha coinvolto circa 300 militari e poliziotti locali assistiti dagli istruttori del contingente dell'Esercito teso a testare le capacità raggiunte dall'Operation Coordination Centre Regional (OCCR) che gestirà tutte le forze "sul campo" deputate a garantire la sicurezza nelle giornate elettorali e la corretta applicazione delle procedure di Comando, Controllo e Comunicazione (C3).
Lo scenario dell'esercitazione, prima nel suo genere in tutto il Paese, prevedeva l'assalto a due seggi elettorali, uno maschile ed uno femminile, e il sequestro di alcuni elettori per scoraggiare i votanti e per boicottare le stesse elezioni. L'intervento di due squadre delle forze speciali della polizia, e dell'esercito afgano con un suo team EOD, hanno mostrato l'elevato livello di professionalità raggiunto nell'applicazione delle procedure tecnico-tattiche di sicurezza dell'intera area, dell'irruzione negli edifici e della liberazione degli ostaggi.
L'esercitazione, nata dalla volontà degli advisor italiani, sarà replicata in tutte le province della regione ovest, con lo scopo di rendere i centri di coordinamento provinciale competenti nell'applicazione delle procedure di comando e controllo per garantire la sicurezza durante la libera espressione di voto del popolo afghano.
Le forze di sicurezza della regione ovest, stanno capitalizzando le attività di Train Advise and Assist (TAA) fornite dai militari del contingente italiano, dimostrando di essere all'altezza di poter pianificare e condurre azioni in autonomia garantendo elevati livelli di sicurezza in tutte le circostanze in cui sono chiamate ad operare.
Scopo principale della missione Resolute Support è quello di addestrare, assistere e consigliare le Forze di Sicurezza afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.



02/2018 Elicottero del 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Altair" impiegato per un trasporto d'urgenza di una bimba in gravi condizioni
Nella giornata del 27 febbraio, alle 15:30 circa, il Primario della Centrale Provinciale di Emergenza, Dott. Ernst Fop, in coordinamento con il Commissario del Governo della Provincia di Bolzano, Prefetto Dott. Vito Cusumano, ha richiesto l’intervento di un elicottero del 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Altair”, per un trasporto sanitario di urgenza.
Il paziente, una bambina cardiopatica di 6 anni, ricoverata presso l’ospedale di Bolzano in gravi condizioni per una sepsi da polmonite, aggravatasi in seguito ad una crisi respiratoria, richiedeva il trasferimento urgente alla Clinica Pediatrica dell’ Ospedale Universitario di Padova per il ricovero in terapia intensiva nel reparto di cardiochirurgica pediatrica presente in loco.
Immediatamente, è stato attivato l’assetto di pronto intervento presente in base, un UH205A con equipaggio, dotato anche di capacità di intervento notturno, che, imbarcato il paziente e il personale sanitario trasportato in ambulanza presso la base del 4° “Altair”, è decollato alle 16.20.
Dopo un’ora, l’elicottero è atterrato all’aeroporto di Padova, dove un’ambulanza ha trasportato la bambina in imminente pericolo di vita e il team sanitario presso la clinica dove è stata sottoposta alle adeguate cure.
Il trasporto sanitario d’urgenza rientra tra i compiti istituzionali che l’Esercito assolve in favore della popolazione, impiegando i suoi elicotteri, in questo caso quelli del 4° reggimento Aviazione dell’Esercito “Altair”, in caso di necessità ed urgenza e quando sono in pericolo delle vite umane.
La prontezza e la professionalità con cui il personale del 4° “Altair” affronta queste delicate missioni di volo, contraddistingue l’operato del reggimento e dimostra come l’Esercito sia una risorsa su cui fare affidamento in ogni circostanza.

02/2018 Cure alla popolazione civile in Libano
I medici dell'Esercito del contingente militare italiano, del Settore Ovest di UNIFIL in Libano, hanno assistito oltre 800 pazienti nel corso degli ultimi tre mesi di operazione.
Il personale sanitario del CSS (Combat Service Support) Battalion, su base Reggimento Logistico "Folgore", è intervenuto in diversi villaggi e scuole libanesi ed ha assicurato cure e medicinali per la popolazione civile, fornendo anche suggerimenti sulla profilassi delle malattie più comuni nell'area.
Si tratta di attività che, oltre a contribuire a migliorare le condizioni di vita dei civili libanesi, hanno avuto un impatto positivo in termini di fiducia e apprezzamento per il ruolo che i militari italiani stanno svolgendo nell'ambito della missione UNIFIL.
Oltre a svolgere attività di medical care, il Level 1 del CSS Battalion ha il delicato compito di assicurare il supporto sanitario agli oltre 600 militari italiani presenti presso la base di Shama e di garantire il mantenimento dei requisiti igienico sanitari attraverso l'analisi delle acque e la disinfezione e disinfestazione delle aree comuni.

02/2018 Esercitazione "Sabre 2018"
Dopo due intense settimane, si è conclusa l'esercitazione denominata " Sabre 2018", organizzata e condotta dal 4° Reggimento Alpini Paracadutisti "Ranger".
L'attività, tesa a verificare la preparazione del Task Group nella pianificazione e condotta di operazioni speciali, è stata focalizzata  sulla condotta di operazioni offensive (shaping operation) dello Special Operation Task Group – Ranger (SOTG-R) e delle dipendenti task unit – Ranger in attività tattiche di attacco diretto e raid in ambiente montano innevato e rurale – urbano. Le attività sono state condotte in diverse aree del Nord-Centro Italia, dall'alta Pusteria sino alla bassa reggiana passando per le zone del veronese, Lessinia e il Garda.
Le task unit - Ranger hanno avuto modo di implementare anche la capacità SR ed in questo contesto sperimentare inserzioni ed estrazioni multimodali in ambiente innevato, terrestre non innevato ed acquatico. In una delle fasi iniziali è anche stata condotta un attività aviolancistica congiunta nell'alto Adriatico con il 57° Squadrone paracadutista USA, unità con il particolare compito di condurre azioni di salvataggio a favore di unità amiche anche in mare. Una collaborazione con gli alleati si è estesa anche nel campo della branca intelligence; infatti, il comandante della compagnia "intelligence" della 173° brigata  aviotrasportata ha visitato il comando del SOTG-R, soffermandosi per un mutuo scambio di impressioni su procedure e metodologie di lavoro.
Le operazioni odierne impongono una sempre maggiore integrazione tra le diverse componenti. La capacità  elicotteri operazioni speciali è stata assicurata dal 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali "Aldebaran" ed il  3° Aerostormo dell' Aeronautica Militare di Villafranca, che ha reso disponibili ed integrato nell'esercitazione alcune delle proprie peculiari capacità di sostegno come il Base Servicing e quella appartenente al comparto operazioni speciali dell' aeronautica per il Forward Arming & Refuelling Point.
Il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti "Ranger", unico reparto nel suo genere nel panorama nazionale e ormai consolidata unità del Comparto per le Operazioni speciali, gestisce già da tempo l'intera responsabilità delle Operazioni speciali in Teatro afghano, con lo schieramento del Special Operations Task Group Ranger.

02/2018 Esercitazione per i Caschi Blu a Shama
Si è svolta, nei giorni scorsi, presso il comando del Sector West di UNIFIL, l'esercitazione "Semper  Collegatum 2018" che ha visto coinvolti tutti i 41 Paesi impegnati nella missione UNIFIL nel Sud del Libano.
Nel corso dei due giorni di attività addestrativa sono state testate l'interoperabilità e la flessibilità dei sistemi di comunicazione che garantiscono l'efficienza della struttura di Comando e Controllo del Settore Occidentale di UNIFIL.
Sulla base di uno scenario di crisi pianificato ad hoc, con contestuale schieramento dei posti comando delle unità terrestri, navali e aeree, sono state verificate l'affidabilità e le capacità di comunicazione delle unità presenti in area d'operazione libanese.
L'esercitazione, svolta nell'ambito di un contesto multinazionale, ha visto protagonisti i Paracadutisti della Brigata "Folgore" e il personale specializzato del 232° Reggimento Trasmissioni, che hanno schierato il Posto Comando del Sector West di UNIFIL e diretto e coordinato lo svolgimento dell'intera attività.

02/2018 Per l’Esercito 1000 ore di volo a Erbil
Nei giorni scorsi, dopo quasi due anni di impiego in Teatro operativo iracheno, gli UH90 dell'Esercito, dell'Airmobile Task Group (ATG) Griffon, impiegati nell'ambito all'Operazione "Inherent Resolve", hanno superato le 1000 ore di volo operative in Iraq.
Il Task Group Griffon è un'unità aeromobile altamente specializzata, che fino allo scorso mese di dicembre è stato l'unico assetto, nel quadrante nord del teatro iracheno, chiamato ad assicurare, in supporto all'Operazione citata, il Personal Recovery (PR), ossia il recupero di personale rimasto isolato sul terreno. Questa eccezionale capacità era stata raggiunta grazie alla sperimentata sinergia procedurale e addestrativa sviluppata dall'Esercito Italiano, tra componente ad ala rotante (elicottero da trasporto tattico UH90A e da esplorazione e scorta AH129D) e fanteria aeromobile del 66° Rgt. fanteria aeromobile "Trieste".
Attualmente il dispositivo militare italiano in Iraq assolve il nuovo compito di trasporto di personale e materiali a favore dei Paesi membri della Coalizione.
Le 1000 ore di volo di UH90A rappresentano un importante traguardo per l'Aviazione dell'Esercito e sono il prodotto della professionalità, dell'impegno e della dedizione al lavoro degli uomini e delle donne delle Forze Armate Italiane.
L'Italia contribuisce all'Operazione "Inherent Resolve", con compiti di contrasto al terrorismo internazionale, nell'addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga) oltre a garantire la sicurezza della struttura della diga di Mosul.

02/2018 Concluso un nuovo addestramento a Farah
Si è conclusa l'attività di addestramento ed assistenza temporanea alle Forze di Sicurezza afgane nella provincia di Farah, a circa 270 km a sud di Camp Arena, condotta dagli istruttori del contingente militare italiano, normalmente schierato ad Herat. L'attività di addestramento, assistenza e consulenza temporanea è inserita nell'ambito del programma di Resolute Support.
Per dieci giorni, un team dell'Esercito si è recato presso la base "Thompson", con l'obiettivo di assistere e fornire consulenza al comando della seconda brigata dell'Afghan National Army (ANA), durante le fasi di pianificazione e condotta dell'operazione "Zafar 75", in supporto alle istituzioni e alla popolazione civile.
L'elevata valenza operativa delle attività di Periodic Train Advise Assist (PTAA), condotte dai militari italiani, è confermata anche dalla visita del Generale John Nicholson, Comandante statunitense della missione che, insieme agli istruttori italiani, ha partecipato alla shura con le autorità civili e militari della provincia di Farah.
Durante l'incontro sono stati approfonditi i temi sulla situazione generale relativa alla sicurezza della provincia, gli impegni operativi correnti e futuri delle forze di sicurezza locali, le attività di Train Advise Assist (TAA) svolte dagli istruttori italiani e l'incremento futuro delle capacità del 207° corpo d'armata dell'Esercito e del 606° corpo della Polizia.
Il Governatore della provincia di Farah, Abdul Bazir Salanghi, ha inoltre espresso il suo apprezzamento per l'attività di assistenza dei militari italiani e di Resolute Support.
La PTAA consiste nell'eseguire "a domicilio", in aree distanti dalla base di Camp Arena, le attività di addestramento ed assistenza alle forze di sicurezza.
Il temporaneo schieramento è dovuto al fatto che queste attività non possono essere svolte con cadenza giornaliera e quindi vengono organizzate, periodicamente, sulla base delle richieste che le forze di sicurezza afgane rivolgono agli istruttori italiani.
Il lavoro degli advisor italiani, che in nessuna occasione hanno preso parte ad attività cinetiche, si sviluppa nell'ambito della missione di Resolute Support con il compito principale di addestrare, consigliare ed assistere le forze di Sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.



02/2018 Attività Bilaterale ITA - USA
I Rangers dell’Esercito Italiano addestrano gli operatori del 10° gruppo forze speciali USA. Si è concluso nei giorni scorsi,  presso l'area addestrativa di Corvara in Badia, lo scambio bilaterale tra i Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e gli operatori Statunitensi del 10° Gruppo di Forze Speciali e del 57° Squadrone Rescue della Air Force. L'addestramento, della durata di due settimane, ha avuto come scopo principale quello di incrementare l'interoperabilità tra le controparti nella pianificazione e condotta di operazioni "combined"  in ambiente montano invernale.
Nel corso dello scambio bilaterale sono state condotte attività di discesa in pista e fuori pista, nonché ascensioni sci alpinistiche su itinerari di difficoltà crescente e lezioni di meteorologia, nivologia e sopravvivenza in montagna.
In questa fase, volta a creare i presupposti per successive attività di scambio, si è data particolare rilevanza alla condivisione di tecniche e procedure di base, focalizzandosi principalmente sulle capacità di infiltrazione e condotta di movimenti a lungo raggio su sci in alta montagna.  L'ottima preparazione fisica e la sinergia tra entrambe le componenti hanno consentito la condotta di attività particolarmente impegnative, quali ad esempio l'ascensione sci alpinistica su Punta Penia (3.343 m slm), del gruppo della Marmolada, che ha riscosso un particolare apprezzamento dalla controparte Statunitense.
L'attività si è rivelata un ottimo banco di prova per i Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, che trovatisi a confrontare con i distaccamenti di Forze Speciali Americane specializzate in montagna, hanno dimostrato di padroneggiare le conoscenze e le tecniche per sopravvivere e combattere in ambiente montano invernale. Il 4° Reggimento alpini paracadutisti "Ranger", reparto di eccellenza nel panorama nazionale e ormai consolidata unità del Comparto per le Operazioni speciali, si conferma unità altamente specializzata per le operazioni in ambiente montano e artico.


Febbraio 2018. I Vertici di NRDC-ITA al corso Mountain Warfare – Individual Basic Skill Winter
Il Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, Comandante del NATO Rapid Deployable Corps  - Italy di Solbiate Olona, e il Vice Comandante, Major General Sir Edward Alexander Smyth-Osbourne, hanno partecipato alla sessione conclusiva del Corso Mountain Warfare – Individual Basic Skill Winter, organizzato dal Centro Addestramento Alpino presso La Thuile (AO).
Il corso si prefigge lo scopo di approntare il personale delle Truppe Alpine dell'Esercito Italiano e degli Eserciti stranieri che verranno immessi nei teatri operativi ad alto rischio, caratterizzati prevalentemente da territorio montuoso.
La fase invernale del corso, che si svolge nell’arco di più settimane, comprende moduli addestrativi di combattimento in bassa, media ed alta montagna, incentrati sul superamento di ostacoli verticali e orizzontali, costruzione di ricoveri  speditivi, effettuazione di esercitazioni di sopravvivenza ed effettuazione di colpi di mano: ogni attività viene svolta in ambiente diurno e notturno, in completo assetto tattico e con l’utilizzo dei visori.
La costante collaborazione di istruttori altamente specializzati in ambiente montano conferisce ulteriori elementi di esclusività e di specificità al programma didattico e alle esercitazioni nelle quali si articola il corso, mentre le attività con gli elicotteri, tra le più suggestive del corso, beneficiano del concorso degli assetti del 34° Gruppo Squadroni Aviazione Esercito "Toro", dipendente dal 4° Reggimento Aviazione Esercito "Altair".
La visita dei Vertici Comando NRDC-ITA ha permesso di diffondere in ambito NATO le potenzialità del corso.


Kosovo: visita del Capo di SME
Febbraio 2018. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, in previsione del suo prossimo avvicendamento, si è recato in Kosovo per incontrare gli uomini e le donne dell'Esercito Italiano impegnati nella missione KFOR, accompagnato dall'Ordinario Militare per l'Italia, S.E. Monsignor Santo Marcianò.
Accolto a Pristina dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante della missione KFOR, dopo aver ricevuto un inquadramento generale sulla situazione corrente, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, S.E. Piero Cristoforo Sardi, il Generale Errico ha incontrato presso “Casa Italia” il personale italiano operante nella Base di Pristina dove, oltre al comando di KFOR, sono presenti unità multinazionali a guida italiana. Ad essi ha rivolto il suo apprezzamento per il costante impegno in questa delicata missione internazionale il cui comando italiano oltre ad essere una grande responsabilità deve essere motivo di orgoglio per l’Esercito e per gli italiani.
Successivamente il Capo di SME ha raggiunto “Villaggio Italia”, dove è stato accolto dal Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), Colonnello Ettore Gagliardi, e dove ha incontrato l’Abate del monastero di Decane, Padre Sava Janjic, e il vescovo ortodosso di Raska-Prizren, Teodosije Sibalic, il quale ha rinnovato la gratitudine per la protezione garantita dal personale militare italiano impiegato nella missione “Joint Enterprise” sin dal 1999 ai monasteri di gran parte del Kosovo, ultimo dei quali quello di Decane, protetto direttamente da KFOR. Per l’enorme contributo offerto attraverso la protezione e ricostruzione di diversi monasteri e luoghi sacri nella diocesi di Raska e Prizren, il vescovo Sibalic ha insignito il Generale Errico della “Medaglia del Santo Imperatore Costantino”, la più alta onorificenza concessa dal Santo Sinodo della Chiesa Serbo Ortodossa.
L’incontro del Capo di SME e dell’Ordinario Militare per l’Italia con le massime autorità religiose locali è stato anche un momento di unione tra i rappresentanti delle due chiese, al quale era presente anche il pronipote di San Giovanni XXIII Papa, il dott. Emanuele Roncalli.
Il Capo di SME ha, inoltre, incontrato gli uomini e le donne del Contingente italiano, su base 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, manifestando loro la propria soddisfazione per i risultati conseguiti ed evidenziando l’apprezzamento delle Istituzioni e della popolazione del Kosovo per il costante impegno.
KFOR opera in Kosovo in aderenza alla risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel concorrere a mantenere la stabilità e la sicurezza della regione e la libertà di movimento. Il Generale Errico durante la sua carriera, nel 2004, ha partecipato alla missione KFOR, al comando della Brigata Corazzata "Pinerolo", assumendo la guida della Brigata Italo-Tedesca schierata in Kosovo.

In Libano 6000 attività per l'Esercito
Febbraio 2018. Sono circa 6000 le attività svolte dai peacekeepers della Brigata "Folgore", inquadrati in ITALBATT nei primi 3 mesi di missione.
Oltre 500 di queste attività operative sono state svolte, per la maggior parte, lungo la linea di demarcazione denominata Blue Line, in stretto coordinamento dai militari italiani di "Savoia Cavalleria" e del 183° Reggimento Paracadutisti  "Nembo" con le Forze Armate Libanesi.
Queste attività che vanno dai corsi di addestramento con le forze di sicurezza locali, agli incontri con le autorità locali alle attività di supporto per la popolazione locale, hanno garantito in questi mesi, un deciso incremento della stabilità dell'area, favorendo una maggiore sensazione di sicurezza e di miglioramento delle condizioni di vita  per i cittadini nonché una accresciuta libertà e sicurezza di movimento in tutta l'area di operazione. In questi giorni è in atto il secondo corso in favore degli sharpshooters della General State Security ed inizierà a breve un addestramento mirato al perfezionamento circa l'uso dell'armamento individuale in dotazione.
Sono circa 70 gli incontri avvenuti nelle 30 scuole che insistono sul territorio, con oltre 15 donazioni di materiale didattico e sono stati superati gli 800 pazienti nel corso delle attività di Medical Care portate avanti dai medici del battaglione italiano.
Nel corso di uno degli ultimi incontri il Colonnello Cristian Margheriti, Comandante di ITALBATT, ha sottolineato le ottime relazioni esistenti con gli abitanti ed i leaders locali. Il Sindaco, Bahji Husseini, sempre vicino ad UNIFIL, ha calorosamente commentato: "il battaglione italiano è il polmone attraverso il quale respiriamo".
Capacità operativa, presenza costante in tutta l'area, cooperazione con le forze di sicurezza libanesi e supporto alla popolazione sono i punti di forza su cui ruota giornalmente l'impegno dei caschi blu della Brigata paracadutisti "Folgore" nel Sud del Libano.

La Taurinense in addestramento in Valsusa
Febbraio 2018. Si è conclusa l'ultima fase dell'addestramento sci alpinistico delle unità della Taurinense. L'attività ha visto impegnati vari plotoni completamente equipaggiati per il movimento in montagna che sono stati testati e valutati in una serie di difficili prove in ambiente innevato, alternando sci di fondo con prove di tiro, pernottamenti in quota, senza trascurare due aspetti fondamentali per la sicurezza in montagna: l'orientamento topografico e l'intervento in caso di slavine o valanghe. Sin dall'inizio del periodo invernale, le attività addestrative in montagna della Brigata Alpina "Taurinense" si sono susseguite senza soluzione di continuità. Negli ultimi mesi infatti, le montagne di Piemonte e Abruzzo hanno visto una presenza continua di alpini appartenenti a tutte le unità della Brigata. Agli oltre 250 militari in addestramento in Val di Susa, se ne aggiungono circa 80 impegnati nei corsi basici, intermedi ed avanzati di scialpinismo e di soccorso in montagna, mentre è costante la presenza di specialisti Meteomont e soccorritori piste, per un totale di più di 400 alpini. L'addestramento sci-alpinistico, essenziale per il movimento e le operazioni in ambiente montano innevato, rappresenta per le Truppe Alpine dell'Esercito uno dei momenti fondamentali della propria formazione specialistica.I numerosi corsi, tutt'ora in svolgimento, svolti nella stagione invernale consentono quindi agli alpini di approfondire la conoscenza dei materiali e del loro corretto uso nella pratica dell'attività sciistica e scialpinistica. Cosa ancor più importante è lo studio di concetti di base relativi al fenomeno della neve e delle valanghe e le relative tecniche di autosoccorso e soccorso organizzato. Sicurezza e soccorso sono, infatti, elementi che caratterizzano l'impiego delle unità della Taurinense in ambiente montano.Pur se impiegata in Afghanistan, Iraq e Libia, la Taurinense ha proseguito la propria attività in montagna sia per la parte operativa, sia nell'impiego a favore della sicurezza dei cittadini sull'arco alpino nord occidentale ed in Italia centrale. Nuclei di soccorritori piste infatti sono presenti nei comprensori sciistici piemontesi della Via Lattea, Bardonecchia, Pragelato e Frabosa Soprana ed in quelli abruzzesi di Ovindoli e Campo Felice. Sempre in tema di sicurezza in montagna, gli alpini della Taurinense effettuano rilevamenti meteo-nivometrici per il Meteomont, il servizio gestito dal Comando delle Truppe Alpine di Bolzano che, attraverso una rete di stazioni automatiche e manuali, monitorizza costantemente i valori di temperatura, umidità, precipitazioni, stato e quantità della neve con particolare attenzione al pericolo di slavine e valanghe. Questi dati vengono raccolti ed elaborati per fornire ai cittadini i bollettini di avviso utilizzati anche dai servizi di Protezione Civile. La vocazione montana delle Truppe Alpine dell'Esercito, è espressa dai reparti della Brigata anche all'estero, come testimoniato durante il recente impiego in Afghanistan dove gli advisor della Taurinense hanno condotto corsi di Mountain Warfare a favore di unità dell'Esercito afghano, abilitando i frequentatori al combattimento in quota, particolarmente necessario per un ambiente dalle caratteristiche orografiche tipiche dell'area nord della provincia di Herat. In Iraq invece, un team del 3° Reggimento alpini della Task Force "Praesidium" è intervenuto per realizzare un complesso passaggio aereo a corda doppia lungo oltre 30 metri per valutare il livello di sicurezza della diga di Mosul. La capacità di muovere ed operare in ambiente innevato contribuisce ad accrescere quella che viene definita la capacità "duale" dell'Esercito, ossia non solo in quanto essenziale nelle operazioni militari, ma anche perché utile nel corso di interventi a supporto della popolazione civile a seguito di pubbliche calamità.



Al Centro Addestramento Tattico di Brunico si è conclusa l'esercitazione "Aquila 1/2018"
Nel quadro della programmazione delle attività addestrative del Centro di Simulazione e Validazione dell'Esercito, dal giorno 22 gennaio al 2 di febbraio, presso il Centro di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Brunico (BZ), si è svolta l'Esercitazione "Aquila 1/2018". L' attività, finalizzata all'approntamento di unità da impiegare nei vari teatri operativi, ha visto contrapposti 2 unità: la prima costituita da due plotoni del 7° Reggimento Alpini insieme a "Mentor Team" del 2° Reggimento "Piemonte Cavalleria"; la seconda da forze del 6° Reggimento Alpini. Lo scopo dell' esercitazione è stato quello di permettere alle unità dell'Esercito di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d'arma in dotazione. L'attività condotta si è sviluppata in una prima fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell'esercitazione; la seconda fase, di condotta, si è sviluppata con azioni continuative sul terreno della durata di 36/48 ore, costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno.Nell'ambito della simulazione addestrativa Live, Constructive e Virtual, il Centro di Simulazione e Validazione costituisce l'unico riferimento dell'Esercito per l'approntamento dei nuclei adibiti alla gestione delle attività, definiti Posti Comando, degli staff e delle unità destinate all'impiego fuori del territorio nazionale ed utilizza sistemi informatici, tecnologicamente avanzati, di simulazione e di comando e controllo, avvalendosi della collaborazione di aziende civili leader di settore e di personale militare altamente qualificato e in possesso di esperienze maturate in ambito di impiego nei vari Teatri Operativi internazionali.
L’Ammiraglio Foggo III e il Generale di Divisione Cuoci hanno incontrato a Mitrovica i sindaci del Nord e Sud della città
Febbraio 2018. L’Ammiraglio Foggo III, Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli, e il Generale di Divisione Cuoci, Comandante di KFOR, si sono recati a Mitrovica ed hanno incontrato entrambi i sindaci del Nord e del Sud della città, rispettivamente il Sig.  Goran Rakic e il Sig. Agim Bahtiri. Il ponte principale di Mitrovica, conosciuto come “Austerlitz”, ha rappresentato negli anni il simbolo di una città divisa, ma la visita dell’Ammiraglio Foggo III ha dimostrato che la NATO, specie dopo i recenti eventi in Mitrovica Nord, è e resterà impegnata per la sicurezza e la stabilità del Kosovo e che i ponti non dividono ma uniscono. Il Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli, dopo aver attraversato il ponte insieme al Generale Cuoci ed il sindaco di Mitrovica Sud, Agim Bahtiri, hanno incontrato il sindaco della parte Nord, Goran Rakic al quale hanno espresso le più sentite condoglianze per la recente perdita del padre. La presenza di entrambi i sindaci è stata di fondamentale importanza in quanto il mantenere buone relazioni è funzionale alla cooperazione e alla stabilità dell’area, specie dopo i recenti avvenimenti che hanno creato qualche preoccupazione tra la popolazione del Kosovo in merito a possibili tensioni. KFOR è sempre impegnata a preservare la sicurezza e ad assicurare la libertà di movimento per tutti i cittadini del Kosovo e svolge quotidianamente la sua missione per assicurare un futuro migliore con particolare riguardo ai giovani. Il tempo del conflitto è ormai passato ed i ponti rappresentano il simbolo più forte del legame, della cooperazione e dell’armonia tra le genti, collegano i popoli e portano prosperità e tolleranza. L’Ammiraglio Foggo III ha espresso il suo profondo apprezzamento ad entrambi i sindaci per la loro significativa presenza ed ha assicurato il supporto della NATO, attraverso KFOR, al fine di implementare sempre di più le relazioni tra il Nord ed il Sud della città. L’Ammiraglio ha inoltre rivolto al Generale di Divisione Salvatore Cuoci il suo ringraziamento per l’importante e delicato lavoro che sta svolgendo per la popolazione del Kosovo ed il futuro della regione attraverso il quotidiano e costante impegno di KFOR, nel nome del motto “Enduring Commitment” che lo caratterizza in qualità di 22° Comandante di KFOR.



Elicotteri dell'Esercito trasportano paziente in gravi condizioni da Pesaro a Bergamo - Orio al Serio
Febbraio 2018. Un elicottero NH90 del 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Vega" è decollato dall'Aeroporto G.Vassura per un trasporto sanitario d'urgenza di un paziente in imminente pericolo di vita  da Pesaro a Bergamo-Orio al Serio. Gli equipaggi di Pronto Intervento, attivati a seguito di una richiesta pervenuta dalla Prefettura di Pesaro e Urbino, in stretta coordinazione con l'ospedale San Salvatore di Pesaro, sono prontamente decollati, imbarcando il paziente affetto da una malattia molto rara  e dopo circa un'ora e venti di volo, sono atterrati all'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. Qui, il paziente è stato prelevato dal team sanitario  e trasportato in ambulanza presso il reparto di Rianimazione dell'ospedale Luigi Sacco di Milano. Il trasporto sanitario d'urgenza rientra nei concorsi che l'Esercito Italiano, impiegando i propri elicotteri,  in questo caso del 7° Reggimento AVES "Vega", può fornire alla popolazione italiana in caso di necessità e urgenza, laddove i servizi preposti non siano disponibili e/o impiegabili, garantendo un supporto immediato al fine di fronteggiare eventi che altrimenti comporterebbero la perdita della vita umana o gravi danni a beni o persone.


CAMBIO DI COMANDO AL TASK GROUP GRIFFON
Febbraio 2018. Nei giorni scorsi, presso l’aeroporto di Erbil (Iraq), si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al Comando del Task Group “Griffon”, tra il personale del 5° Reggimento AVES “Rigel” di Casarsa della Delizia (cedente) ed i colleghi del 7° Reggimento “Vega” di Rimini (subentrante), alla presenza di numerose rappresentanze delle componenti nazionali e di coalizione operanti nella Regione Autonoma del Kurdistan iracheno, oltre alla Console di Erbil, dott.ssa Serena Muroni.
Il Task Group Griffon è un’unità aeromobile altamente specializzata, prodotto di una sperimentata sinergia procedurale e addestrativa sviluppata dall’Esercito Italiano, tra componenti ad ala rotante (elicotteri multiruolo NH90 e da esplorazione e scorta A 129) e fanteria aeromobile del 66° Reggimento Fanteria aeromobile “Trieste”.
Con tale capacità operativa, fino allo scorso 31 dicembre, il TG Griffon è stato l’unico assetto, nel quadrante nord del teatro iracheno, chiamato ad assicurare, in supporto all’Operazione “Inherent Resolve”, il Personal Recovery (PR), ossia il recupero di personale rimasto isolato sul terreno. Attualmente il dispositivo opera a favore di personale della Coalizione con compiti di trasporto.
L’unità lascia il teatro operativo dopo sei mesi di intensa ed impegnativa attività, durante i quali ha garantito, con circa 600 ore di volo, il supporto alle forze della coalizione.
L’Italia contribuisce all’Operazione “Inherent Resolve”, con compiti di contrasto al terrorismo internazionale, nell’addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga) oltre a garantire la sicurezza della struttura della diga di Mosul.

I CASCHI BLU FORMANO LE FORZE LIBANESI
Gennaio 2018. Primo corso “Close Quarter Battle Skills” a favore della General Directorate of State Security (GDSS). Concluso presso la base di Shama, il primo corso Close Quarter Battle Skills a favore del personale effettivo al General Directorate of State Security (GDSS) dai peacekeepers di ITALBATT, il Battaglione a guida Italiana schierato nel sud del Libano, su base 183° Reggimento Paracadutisti "Nembo" e 3° Reggimento Paracadutisti "Savoia Cavalleria".
Il corso, sviluppato dagli istruttori del 183° Reggimento Paracadutisti "Nembo", è stato condotto con lezioni teoriche e pratiche riguardanti il movimento in aree urbanizzate, le tecniche di irruzione e di bonifica di edifici e le procedure tecnico-tattiche, a livello squadra, per il combattimento in territorio urbano e si è concluso con una esercitazione nella quale l'unità a livello plotone è stata chiamata a pianificare e condurre un'operazione tipo "cordon&search" di un centro abitato, simulato all'interno della base di Shama, per la ricerca e la cattura di un elemento sospetto.
Il Comandante di ITALBATT, Colonnello Cristian Margheriti, ha sottolineato l'importanza di questo genere di attività svolte con i colleghi libanesi: "momento di addestramento, che vede professionisti dei due Paesi lavorare fianco a fianco, nel proficuo intento di condividere le proprie metodologie e cementare la sinergia che li vede protagonisti ogni giorno nel sud del Libano."

L'ESERCITO ITALIANO PER TELETHON
Gennaio 2018. Il Generale di Brigata Sossio Andreottola, Comandante della Scuola Interforze per la Difesa NBC, al termine della cerimonia dell'alzabandiera, ha consegnato l'assegno di 1221 euro al Professor Vincenzo Mattei, responsabile Ricerca e Sviluppo del Consorzio Universitario della Sabina Universitas di Rieti, frutto della vendita di beneficienza organizzata per il terzo anno consecutivo presso la Caserma Attilio Verdirosi lo scorso mese di dicembre, a favore della campagna di raccolta fondi di Telethon.
La grande iniziativa benefica si colloca nell'ambito delle attività di collaborazione tra polo Universitario cittadino e l'Istituto militare, e ha suscitato il vivo e concreto interesse di tutto il personale militare e civile della Scuola di Rieti, sul delicato tema della ricerca sulle malattie genetiche rare, evidenziando ancora una volta la comunanza della compagine militare con Telethon, sia per unità d'intenti, che per dedizione e disponibilità quotidianamente profusa a favore della società.

ESERCITAZIONE CONGIUNTA PER LA FOLGORE
Libano: i peacekeepers di “ITALBATT” impegnati nella “Combinex 2018”.
Le unità dell'Esercito si addestrano per i diversi scenari.
​Nei giorni scorsi i peacekeepers italiani del battaglione a guida Italiana "ITALBATT", su base Brigata Paracadutisti Folgore, nell'ambito della Missione "Leonte XXIII", hanno condotto una importante attività mirata a testare la capacità di risposta delle unità in diversi scenari e situazioni di crisi, nonché la capacità di saper applicare correttamente le specifiche regole di ingaggio previste nel delicato teatro operativo libanese.
Nel corso dell'esercitazione complessa sono state effettuate una serie di attività. Nello specifico è stato simulato un attacco con predisposizione di posto comando e sala operativa nel bunker, una minaccia di un incendio all'interno della base, un arrivo e soccorso di un ferito civile dall'esterno, un attacco con IED con danni ed evacuazione medica di un ferito, la movimentazione di artificieri IEDD per la bonifica dell'area e la successiva rimozione del mezzo pesante coinvolto nell'esplosione.

Sotto la guida del Comandante di ITALBATT, Colonnello Cristian Margheriti, i Paracadutisti del "Savoia Cavalleria" e del 183° reggimento paracadutisti "Nembo", hanno verificato la fondamentale implementazione di tutti quei piani di contingenza necessari a reagire ad ogni tipo di incidente e prevenire possibili escalation, riscuotendo l'apprezzamento dei valutatori e dei vertici di UNIFIL.

L'esercitazione combinata, denominata appunto "Combinex", vedrà interessate, nei prossimi mesi, anche tutte le unità straniere schierate con la Joint Task Force Lebanon - Sector West (JTFL-SW), a guida Italiana sotto il comando del Generale di Brigata Rodolfo Sganga, Comandante in Patria della Brigata paracadutisti "Folgore".

Il Settore Ovest (JTFL-SW) posto sotto la responsabilità italiana è composto da circa 3800 uomini, provenienti da 13 Nazioni.



RIAPERTA DOPO OLTRE TRE ANNI LA STRADA PRINCIPALE TRA MOSUL E DUHOK
Gennaio 2018. È stata riaperta da pochi giorni, dopo oltre tre anni, la principale strada che collega la città di Mosul con la vicina provincia di Duhok, nella Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno. Nell'ambito del processo di normalizzazione dell'area della Diga di Mosul, la Task Force Praesidium, su base 3° Reggimento Alpini, ha coadiuvato le Forze di Sicurezza Irachene e Curde nella realizzazione di una cornice di sicurezza che consentisse alla popolazione di potersi nuovamente muovere liberamente attraverso le due Province. Con la riapertura dei check point lungo il confine della Regione Autonoma del Kurdistan, migliaia di famiglie potranno nuovamente ritrovarsi, dopo diversi anni di separazione, e il processo di stabilizzazione potrà svilupparsi anche su una delle principali direttrici del Nord dell'Iraq.
Chiusa alla fine del 2014, dopo che le Forze Irachene e Curde avevano limitato l'espansione di Daesh, dalla Provincia di Ninewa (Mosul) a quella di Duhok, la strada era rimasta inaccessibile al transito attraverso la Kurdish Defence Line che segnava il principale fronte difensivo dalle forze del sedicente stato islamico. La sua chiusura aveva tuttavia impedito, per anni, di poter mantenere le relazioni tra le due aree ed in molti casi, non aveva più permesso alle famiglie, divise tra le due Provincie di mantenere i rapporti, influenzando anche l'economia dell'area.
La riapertura dell'importante arteria stradale rappresenta un altro rilevante indicatore del miglioramento della situazione della sicurezza nell'area della diga di Mosul e raffigura   concretamente l'ottimo lavoro svolto dai militari dell'Esercito Italiano della Task Force Praesidium che, in coordinamento con le forze di sicurezza irachene e curde, hanno tangibilmente favorito il processo di normalizzazione. In tale contesto, fondamentale si è rivelata sia la presenza sul terreno dei nostri militari presso la diga sia il lavoro svolto dagli addestratori dell'Esercito Italiano che, in questi ultimi anni, hanno trasferito alle forze dell'esercito e della polizia irachene e curde le capacità operative necessarie per sconfiggere ISIS e per ritornare verso una situazione di normalità.

Copyright (C) Diego Crotti
Torna ai contenuti